Il Gallo filosofo

Wed 9th Apr, 2008, opinioni

Ho letto ieri sulla Gazzetta che Danilo Gallinari, oltre a funzionare anche da 4, studia filosofia.

L’opinione del padre è che con quella si finisce a vivere sotto i ponti. Quella della madre è che tanto è un professionista lanciatissimo, giovane e già fondamentale, e non avrà certo problemi di soldi, quindi che studi quel che gli pare.

Gallinari alla Gazzetta l'anno scorso 

[Fonte: danilogallinari.net

Certo è una bella differenza rispetto agli studi medi del giocatore NBA - perché prima o poi le sirene lo tenteranno e andrà a giocare di là, per mucchi di soldi. Se pensiamo a quanti raggiungano la laurea viene da disperarsi. Lasciando da parte, poi, quelli che hanno fatto il salto direttamente dal liceo (pensate che studiassero davvero?) e quelli che hanno lasciato al secondo o terzo anno di college, restano quelli che i quattro anni li hanno fatti, ma con trucchi degni di Silvan, voti taroccati perché altrimenti non avrebbero potuto giocare le partite decisive, uno status incompatibile con tutti i regolamenti dei college e della NCAA, vite sregolate e violente (droga, sparatorie etc.), galera.

Quindi, giovane Gallo, nel farti gli auguri per i tuoi studi ti posso però confermare la tesi di tuo padre: a nessuno piacciono i filosofi. Si ciancia che non si è preparati per niente. Non si tiene in alcun conto la capacità allenata di ragionare, persino fuori dagli schemi, perché il ragionare è nemico di questo tipo di società. Fatti forza e, se passi da qui, fammi sapere cosa scegli per la tesi ;)  

Latitanza

Sun 9th Mar, 2008, opinioni, notizie

Da un pezzo non scrivo su Basketbhall, e sono successe alcune cose. Il fatto è che il lavoro mi porta via a orari scomodi per poter aggiornare il blog, quindi chiedo la pazienza dei compari di basketblogging.

Negli ultimi tempi ci sono state alcune notizie che mi hanno particolarmente colpito e che meritano riflessione:

1. Danilo Gallinari che dice: non è così essenziale andare nella NBA, il basket come si deve si gioca in Europa. E aggiunge: certo se ne facciamo una questione di esperienza da provare e di stipendio da nababbo, allora ci si può pensare. Bravo Gallinari. Che il basket europeo sia quello "serio" lo dico da sempre e quindi mi trova pronto a tifare per la sua presa di posizione. D’altronde basta vedere l’impatto di Gasol nei Lakers: alla prima partita che ha giocato ha messo insieme 24 punti con 12 rimbalzi. Ci ha messo davvero poco a imparare il triangolo, soprattutto se paragoniamo i suoi tempi a quelli di Shaq, che ha sì vinto 3 titoli ma ci ha messo 3 anni a capire il gioco di Phil Jackson.

2. Arriviamo quindi a Gasol e ai Lakers. Per me vanno al titolo. Gasol è contento, Kobe anche, non si fermano più. Kobe MVP, se avranno finalmente voglia di superare l’antipatia per lui. Ma diamo un’occhiata a certe cifre: da quando è a Los Angeles, Gasol a ogni partita ha praticamente lo stesso efficency rate (+/-) di Kobe… facciamo 2+2?

3. In questi giorni è venuta alla luce la ridicola vicenda del Saint Mary College, nelle vicinanze di Topeka, Kansas: l’arbitra Michelle Campbell è stata discriminata. Il direttore atletico del college, prima di una partita di basket, ha parlato con il secondo arbitro Darin Putthoff e ha comunicato che non avrebbe accettato l’arbitraggio di una donna, perché la dottrina integralista del college (dove si fanno messe in latino) sostiene che le donne non possono avere autorità sugli uomini. Putthoff ha rifiutato di arbitrare anche lui. Il direttore atletico ha allora cercato di convincere un arbitro che aveva arbitrato alla mattina due partite junior, Fred Shockey, adducendo una generica "emergenza". Ma appena Shockey ha conosciuto la natura dell’emergenza ha anche lui rifiutato schifato di abitrare ancora per questi talebani. Che si permettono di non rispondere nemmeno alle richieste del consiglio dell’associazione sportiva del Kansas.

Alla prossima 

Italia-Serbia

Sun 17th Feb, 2008, opinioni, notizie

Sembra che le nostre nazionali maschili e femminili incontreranno quelle serbe nelle prossime competizioni internazionali. Già si grida al girone di ferro per la nazionale maschile: siamo con appunto Serbia e le temibilissime Bulgaria, Ungheria e Finlandia. Come è noto, queste tre hanno vinto a ripetizione gli ultimi titoli europei, mondiali e olimpici… Sembra che il massaggiatore della nazionale bulgara sia anche vicecampione di fantabasket bulgaro di serie b. Fanno paura.

Sembra che Recalcati, dopo mesi passati a sparare a zero sul basket italiano che non produce giovani, e sbandierando l’intenzione di rifondare sulle nuove leve la squadra azzurra - Belinelli, Bargnani, Gallinari… - oggi (ho letto sul Corriere dello Sport) abbia già buttato lì un "però ci serve qualcuno d’esperienza". Non cambierà mai? Di più: quel qualcuno d’esperienza potrebbe essere Righetti! Ma chi è che l’ha lasciato fuori? Ormai spero che perdiamo il girone. Che lo vinca la Serbia, che davvero lancerà qualche giovane (Teodosic su tutti). Sarà lotta tra i più grandi falliti degli ultimi anni.

La V di Pasquali

Tue 5th Feb, 2008, opinioni

Dopo un terremoto ci sono degli assestamenti. Si torna, chissà come e chissà perché, a una situazione di equilibrio. Per quanto possibile, e senza garanzie di durata. La Virtus di Sabatini è una squadra perennemente terremotata, a partire dalla rivoluzione post-finale scudetto passando per le bizze degli americani fino al siluramento di Pillastrini e allarrivo di Pasquali.

Di tutto s’è detto tutto, ma si può sempre aggiungere qualcosa: Pasquali lavora alla maniera vecchia. Chiaro che fare da assistente a Messina lascia un segno. Chiaro che passare per la Virtus di Danilovic lascia un segno ancora più profondo. E adesso si vedono i risultati, Pasquali sente aria di casa pur senza avere nessuno con la classe di Sasha. Nemmeno Anderson. Ma neanche da lontano. Non fatemici pensare.

Comunque contro Treviso ho visto una Virtus simile a quella dei primi anni ‘90, con muscoli e sicurezza. Molto interessante la coppia sotto Michelori-Crosariol (anche se quest’ultimo è decisamente regredito rispetto a quest’estate!). A tratti la squadra con un solo americano in campo andava come si deve, e credo che il mio pensiero sia ormai chiaro, ma nel caso lo ripeto: come cavolo si può pensare che una nazione che non vince più dal 1996 sia ancora il bacino d’elezione per andare a pescare campioni? Come cavolo si fa a mandare in campo squadre con 4 americani e un naturalizzato?

Se non sbaglio di grosso, mi sembra di aver letto che Pasquali voleva una Virtus tipo quella "slava", per una questione di carattere. Perfettamente d’accordo, ribandendo che in quelle squadre con Danilovic, nei primi ‘90, c’erano 3 o 4 italiani in campo (leggi Brunamonti o Coldebella, Binelli o Carera, Morandotti, Abbio…) e un solo americano.

Beh… Gasol ai Lakers

Sat 2nd Feb, 2008, opinioni, notizie

La notizia è una bomba (no, non Navarro). Pau Gasol lascia Memphis e va a Los Angeles. La prima idea che viene in mente a chiunque è che i Lakers, che già con Bynum (finché non s’è rotto) erano primi a Ovest, con un centro capace anche di giocare sono da titolo e c’è poco da girarci intorno.

L’idea che, leggiucchiando qua e là, ai tifosi dei Lakers non è ancora venuta è che mettere in campo tre sotto con Gasol, Bynum e Odom è fallimentare, tanto vale giocare in 4 e lasciare spazio nel salary cap tagliando quell’impedito di Odom. Non riuscirò MAI a spiegarmi come cavolo facciano a dargli ancora uno stipendio, la ritengo una delle più grandi ingiustizie del mondo.

L’idea veramente geniale però ce l’ho avuta io qualche tempo fa, e vi posto il link per esteso:http://basketbhall.blogsome.com/2007/05/21/drafts-e-free-agents/

Il 21 maggio scorso dicevo:  

Un Gasol sul mercato? Suggerimento ai Lakers: date via Odom (e Brown e soldi?) e prendete Gasol.

Salutate l’ultimo profeta del basket. E se vi avanza tempo e la mascella spalancata non vi impedisce di digitare sulla tastiera, scrivete una mail al vostro owner preferito e avvisatelo che qui c’è un santone che vede e prevede e suggerite di assoldarmi e coprirmi di ricchezze ben spese.