Il "Tuono di cioccolato", all’anagrafe Darryl Dawkins, è uno dei più noti schiacciatori ricordati nel basket. Un fisico possente era un’opzione per aprirsi strade più o meno facili, e difatti usava il contatto con l’avversario anche per intimidirlo.
Ma non è famoso per quello. Non è uno Shaq anni ‘80. La fama di DoubleD è dovuta alla fantasia che metteva nelle sue schiacciate. Vediamo di capire.
Nato il 11 gennaio 1957 a Orlando, Florida, viene selezionato nel 1975, quinta scelta del primo giro, dai Philadelphia 76ers. Un centro solido, che andrà a finire in squadra con gente del calibro di Julius Erving e Moses Malone. Ciò che fa scalpore è il salto (lui è il primo) direttamente dalla high school, cosa che poi era diventata usuale con Kobe, Garnett e chi ci volesse provare, l’ultimo LeBron James - e che ha portaro la NBA alle regolamentazioni sull’età.
La sua specialità è la schiacciata. Nessuna paura a saltare sopra al difensore che si mette in mezzo, ma soprattutto un’elevazione rapida, una grande apertura di braccia e grandi mani per tenere la palla e sviluppare le sue fantasie. Molte schiacciate speciali ricevevano un nome.
Nella stagione 1979-80 frantuma due tabelloni: il primo a Kansas City e il secondo a Philadelphia, tra Novembre e Dicembre. La prima schiacciata devastante si chiama: The Chocolate-Thunder-Flying, Glass-Flying, Robinzine-Crying, Babies-Crying, Glass-Still-Flying, Cats-Crying, Rump-Roasting, Bun-Toasting, Thank You-Wham-Bam-I-Am-Jam (traduzioni possibili solo approssimativamente: Tuono di cioccolato vola, il vetro vola, Robinzine piange, i bambini piangono, il vetro vola ancora, i gatti miagolano, sedere arrostito, culo tostato, grazie, wham, bam, io sono la schiacciata. Robinzine era un giocatore avversario che fu visto allontanarsi dal campo tenendosi il volto tra le mani; un tosto rimbalzista, lavoratore sporco. Morto suicida col monossido di carbonio della sua auto nel 1982).
La sua carriera prosegue per lo show tra Philadelphia, New Jersey, Utah e Detroit, ma a un certo punto, nel 1989 arriva all’ultima fermata: troppi dolori e dolorini, fatica, nuovi entrati che gli tengono testa - insomma è ora di appendere le scarpe al chiodo. Come racconta lui stesso con una battuta spiritosa che circola tra i giocatori: quando ricevi un passaggio, abbasi la testa per fare una penetrazione partendo dal tiro libero, e prima che finisci ti fischiano i tre secondi, è ora di smettere.
Quanto particolare sia il personaggio si può capire da una storia: due diverse aziende lo volevano sotto contratto per pubblicizzare scarpe, la Nike e la Pony. Come ha scelto? Non ha scelto: indossava una Nike e una Pony! Alla fine la Nike ha deciso di lasciar perdere…
Ma davvero smette di giocare? Manco per idea: comincia la sua seconda carriera, in Italia all’Auxilium Torino con Guerrieri (e compagni come Abbio e Morandotti). In seguito viene attratto nel capoluogo lombardo, poi finirà anche a Hong Kong e proverà persino con i Globetrotters, ma ormai non è più il tempo di "Baby Gorilla" giocatore.
Infatti viene il tempo di allenare. Dawkins dice di non aver mai pensato a fare l’allenatore, per paura di trovarsi un giocatore rompiballe come lui; ma sua madre un giorno gli telefona e gli dice: "penso che saresti un buon coach". E lui comincia con le ragazzine del minibasket. In seguito passa ai Newark Express della ABA, ai Winnipeg Cyclone, e degli Allentown (Pennsylvania) nella United States Basketball League (USBL) finché è durata.
In fondo, ha una qualità utilissima per un coach, la sua fantasia che si esprimeva attraverso la scelta dei nomi per le sue schiacciate: In Your Face Disgrace, The Go-rilla, Earthquaker Shaker, Candyslam, Dunk You Very Much, Look Out Below, Yo Mama, Turbo Sexophonic Delight, Rim Wrecker, Greyhound Bus (perché faceva il percorso coast-to-coast), Cover Your Head, Spine Chiller Supreme, Slam Bam Thank You Maam and Walk Away From Love tra le più famose.
Aggiungo un filmatino, guardate le schiacciate alle posizioni 9 (Darryl Dawkins) e 8 (Shaq):
Top 10 Slam Dunks - Watch the top videos of the week here