Basket originario

13 10 07

I primi passi del basket non erano certo sui comodi cuscinetti d’aria delle scarpe d’oggi. E nemmeno i palloni erano così maneggevoli.

pallone 1910

Se volete dare un’occhiata a qualche memorabilia, un sito interessante potrebbe essere antiqueathlete.com, sezione basket.

[Fonte dell’immagine: antiqueathlete.com. Clicca l’immagine per ingrandirla.]

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Altezza reale

19 09 07

Massimino il TraceQuesta storia delle stature è sempre intrigante, quando si parla di pallacanestro. Ma non è che tutti i giganti giochino a basket; spulciando le liste dei giganti della storia, salta all’occhio anche un imperatore di Roma, Massimino il Trace (nasce 173/183/193 - muore 238, imperatore 235-238).

Ora, chiamare Massimino uno che sembra fosse alto 8 piedi e 6" (circa 260 cm) è paradossale. Figlio di barbari (il padre era un Goto e la madre un’Alana - e lasciamo da parte le battute sugli alani alti!), è il primo imperatore barbaro di Roma, e il primo ad arrivare al trono partendo da soldato semplice.

Si narra che avesse una potenza fisica strabordante, capace di trainare da solo un carro (i romani ci attaccavano i buoi, ai carri), abbattere con un pugno un cavallo e spaccare massi a mani nude. Roba da circo Barnum! Ma in un accampamento militare queste spacconate fanno un discreto effetto sui commilitoni.

Insomma, niente a che vedere con Sciaboletta.

Ancora un post culturale, prometto che smetto ;)  

[Clicca l’immagine per ingrandirla. Fonte: Wikipedia.it

Chocolate Thunder

03 07 07

Dawinks schiacciaIl "Tuono di cioccolato", all’anagrafe Darryl Dawkins, è uno dei più noti schiacciatori ricordati nel basket. Un fisico possente era un’opzione per aprirsi strade più o meno facili, e difatti usava il contatto con l’avversario anche per intimidirlo.

Ma non è famoso per quello. Non è uno Shaq anni ‘80. La fama di DoubleD è dovuta alla fantasia che metteva nelle sue schiacciate. Vediamo di capire.

Nato il 11 gennaio 1957 a Orlando, Florida, viene selezionato nel 1975, quinta scelta del primo giro, dai Philadelphia 76ers. Un centro solido, che andrà a finire in squadra con gente del calibro di Julius Erving e Moses Malone. Ciò che fa scalpore è il salto (lui è il primo) direttamente dalla high school, cosa che poi era diventata usuale con Kobe, Garnett e chi ci volesse provare, l’ultimo LeBron James - e che ha portaro la NBA alle regolamentazioni sull’età.

La sua specialità è la schiacciata. Nessuna paura a saltare sopra al difensore che si mette in mezzo, ma soprattutto un’elevazione rapida, una grande apertura di braccia e grandi mani per tenere la palla e sviluppare le sue fantasie. Molte schiacciate speciali ricevevano un nome.

Nella stagione 1979-80 frantuma due tabelloni: il primo a Kansas City e il secondo a Philadelphia, tra Novembre e Dicembre. La prima schiacciata devastante si chiama: The Chocolate-Thunder-Flying, Glass-Flying, Robinzine-Crying, Babies-Crying, Glass-Still-Flying, Cats-Crying, Rump-Roasting, Bun-Toasting, Thank You-Wham-Bam-I-Am-Jam (traduzioni possibili solo approssimativamente: Tuono di cioccolato vola, il vetro vola, Robinzine piange, i bambini piangono, il vetro vola ancora, i gatti miagolano, sedere arrostito, culo tostato, grazie, wham, bam, io sono la schiacciata. Robinzine era un giocatore avversario che fu visto allontanarsi dal campo tenendosi il volto tra le mani; un tosto rimbalzista, lavoratore sporco. Morto suicida col monossido di carbonio della sua auto nel 1982).

La sua carriera prosegue per lo show tra Philadelphia, New Jersey, Utah e Detroit, ma a un certo punto, nel 1989 arriva all’ultima fermata: troppi dolori e dolorini, fatica, nuovi entrati che gli tengono testa - insomma è ora di appendere le scarpe al chiodo. Come racconta lui stesso con una battuta spiritosa che circola tra i giocatori: quando ricevi un passaggio, abbasi la testa per fare una penetrazione partendo dal tiro libero, e prima che finisci ti fischiano i tre secondi, è ora di smettere.

Quanto particolare sia il personaggio si può capire da una storia: due diverse aziende lo volevano sotto contratto per pubblicizzare scarpe, la Nike e la Pony. Come ha scelto? Non ha scelto: indossava una Nike e una Pony! Alla fine la Nike ha deciso di lasciar perdere…

Ma davvero smette di giocare? Manco per idea: comincia la sua seconda carriera, in Italia all’Auxilium Torino con Guerrieri (e compagni come Abbio e Morandotti). In seguito viene attratto nel capoluogo lombardo, poi finirà anche a Hong Kong e proverà persino con i Globetrotters, ma ormai non è più il tempo di "Baby Gorilla" giocatore.

Infatti viene il tempo di allenare. Dawkins dice di non aver mai pensato a fare l’allenatore, per paura di trovarsi un giocatore rompiballe come lui; ma sua madre un giorno gli telefona e gli dice: "penso che saresti un buon coach". E lui comincia con le ragazzine del minibasket. In seguito passa ai Newark Express della ABA, ai Winnipeg Cyclone, e degli Allentown (Pennsylvania) nella United States Basketball League (USBL) finché è durata.

In fondo, ha una qualità utilissima per un coach, la sua fantasia che si esprimeva attraverso la scelta dei nomi per le sue schiacciate: In Your Face Disgrace, The Go-rilla, Earthquaker Shaker, Candyslam, Dunk You Very Much, Look Out Below, Yo Mama, Turbo Sexophonic Delight, Rim Wrecker, Greyhound Bus (perché faceva il percorso coast-to-coast), Cover Your Head, Spine Chiller Supreme, Slam Bam Thank You Maam and Walk Away From Love tra le più famose.

Aggiungo un filmatino, guardate le schiacciate alle posizioni 9 (Darryl Dawkins) e 8 (Shaq): 


Top 10 Slam Dunks - Watch the top videos of the week here

Babic 144

05 10 06

Quella volta che Zdenko Babic segnò 144 punti in una partita.

Babic nel cerchietto
 

(clicca l’immagine per ingrandirla - Babic è nel cerchietto rosso - fonte: forum stripovi

Era il 10 ottobre 1985. Pochi giorni prima Drazen Petrovic, allora nel Cibona, ne aveva rifilati 110 al Lubiana: la rivalità tra Zadar e Cibona era fortissima, e si preparò un piano per mettere in secondo piano la prestazione di Petrovic.

La partita imminente sarebbe stata perfetta per il nuovo record: si giocava contro l’ Hapoel Limasol, una squadra di Cipro, che già nel girone d’andata di quella Coppa Korac aveva perso a Zagabria 121-40. Niente è stato casuale nell’exploit di Babic. Racconta il suo coach Vlade Djurovic che non era nemmeno lui il predestinato a fare il record!  Djurovic aveva chiesto prima a Petar Popovic (il padre di Marko Popovic), ma rifiutò perché riteneva il gesto antisportivo. Altri giocatori tentati furono Matulovic, Mladjan, Hrabrov, Pahlic, in pratica mezza squadra; tutti hanno rifiutato. Quasi in fondo alla panchina (non era nemmeno un giocatore essenziale della squadra - Djurovic dice che era l’undicesimo o dodicesimo giocatore) c’era Babic. L’ultima risorsa di Djurovic. Babic accettò.

La squadra giocò quasi essenzialmente per lui: Babic scese sul parquet al 7′ minuto, e una volta superata la metà campo non tornò mai più in difesa: bastavano gli altri quattro giocatori, troppo superiori ai ciprioti fisicamente e tecnicamente. Difesa molto blanda, per invitare i ciprioti a correre e fare passaggi lunghi, in modo da non perdere tempo; rimbalzo sui tiri sbagliati e velocissima apertura per il contropiede. Babic segnò un canestro ogni 17" secondi. Al 26′ minuto il record di Petrovic era già battuto, e la partita finì 116-192.

Forse come punizione dell’arroganza di Babic, i famosi dei del basket due giorni dopo contro il Lubiana (la squadra contro cui Petrovic ne fece 110) gli concessero solo 2 punti. 

Ma intanto a Zadar si festeggiava. La squadra vinse anche il campionato, sconfiggendo in finale proprio il Cibona di Petrovic; e Petrovic stesso non mandò mai giù l’affronto. Credeva che Djurovic, suo ex-coach, fosse un amico. La parabola di Babic iniziò a scendere: attriti con la squadra lo portarono poi a finire la sua carriera in Turchia, e il suo record si colorò di infamia.


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Chuck Taylor

26 07 06

Un nome arcinoto, spero. Ma forse qualcuno conosce solo il nome, ricorda dove lo ha letto - su un paio di scarpe, per esempio… - e non conosce l’uomo dietro il mito. E io sono qui per rimediare a questa spaventosa lacuna.

Charles  

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