THE_REAL_SHAQ

23 11 08

I’m watchn my 8 yr old son play, i’m jealous hes a better free throw shoota

Ho scoperto tramite DownloadBlog (che riprende da Mashable) che Shaq posta qualche illuminante considerazione (lui è The Big Aristotle) su Twitter, dal 18 novembre. E cerca di convincere anche Nash. Scettici? Leggetevi il suo twitter: il 20 novembre, 3 giorni fa, lancia il messaggio al fondatore del giochino web: LORD B, DNT B SKEPTICAL, ITS ME GIMME A NUMBER I WILL CALL U. Il tizio in questione da un numero, e Shaq chiama e invita lui e tutta la famiglia a una partita.

Shaq ne ha un po’ per tutti - leggiamo un messaggio in tre parti:

So u wear a cape and win a dunk contest and they call u superman So what do u call a guy wit 4 rings , i know THE REAL SUPERMAN Aka SHAQ

18 novembre, rimugina ancora. Ma trova il modo di togliersi i cattivi pensieri:

Im at a italian restaraunt, the fettucini was fabuloso

 

shaqfaccione 

Hai capito il pivello!

05 11 08

Il pivello del titolo sarebbe poi il Gasol "piccolo", o meglio giovane. Marc, il fratello minore di Pau. Ora, entrambi hanno la loro bella carriera già avviata e una bacheca sfondata dai trofei: campioni del mondo, vice d’Europa, titolo spagnoli, di squadra e individuali. Pau è rookie of the year, e vicecampione NBA l’anno scorso.

Marc, dopo qualche tentennamento, ha deciso di raggiungere l’America e prendere il posto ai Grizzlies che fu di Pau. Il ragazzo è giovane, in Europa fa quel che vuole ma la NBA è un’altra cosa, i bestioni lo massacrano… tutte queste vaccate sono passate per la testa di chi non ha mai capito una emerita di pallacanestro. Marc Gasol viaggia a 13 punti+ 10.3 rimbalzi e un efficiency rate di +19 (stic…), giocando da centro puro, sportellate e tutto l’armamentario del pivottone. Contro i Warriors un 27+16 che la spiega bene.

Campetto di Solaro (MI)

09 10 08

Ho firmato un contratto per fare ricerca su etica e genetica (etica della genetica, e queste cose qui) a Cesano Maderno. Ho affittato casa a Solaro, che se non sbaglio è in provincia di Milano, ed è a pochi km da Saronno.

cartina da google maps
 

(cliccare sull’immagine per ingrandire)

Tramite Amici del Campetto ho scoperto che c’è un playground e sembra tenuto bene. Vediamo come riesco a sfruttarlo, e se qualcuno è nelle vicinanze, come si dice, faccia un fischio.

Possibilmente qualcuno fuori forma :)

Fine stagione

08 05 08

Ormai le stagioni si chiudono in tutto il mondo. Chi ce l’ha fatta deve giocarsi il titolo nei playoffs. Molti considerano un titolo già essere nei playoffs.

La NBA per me è una questione tra Lakers e Celtics. Per i Celtics, conta molto l’esperienza del trio Garnett-Allen-Pierce. Con "esperienza" intendo che hanno una certa età, che le occasioni per ripetere stagioni così ce ne saranno poche (una?), che non bisogna lasciare niente di intentato. Certo, riuscissero a giocare di squadra invece che divisi… Sempre per i Celtics, conta molto l’abnorme spesa per arrivare al trio. Anche questa pesa, e fallire non è un’opzione. Per i Lakers, conta molto l’immediata alchimia tra Bryant e Gasol, e il nuovo livello di gioco raggiunto proprio con l’aggiunta dello spagnolo. Era il pezzo che mancava. Bryant è MVP della stagione, altro motivo suo personale per una rivincita (e magari per puntare anche all’MVP delle Finals). E Gasol, figuriamoci se non è contento: finalmente ha una squadra competitiva anche in NBA - e per "squadra", dico Kobe. Il percorso del centro di Sant Boi è netto: vince in Spagna (2000-01), terza scelta assoluta in NBA, rookie of the year (’01-’02), playoffs trascinando di peso Memphis (se non ricordo male, solo un anno li hanno mancati con Gasol), campione del mondo (’06), argento europeo (’07), senza tener traccia dei record con le giovanili.

Per Lakers e Celtics, conta la storia recente (anni ‘80, Magic e Bird). Per la NBA, conta il marketing: una finale con Lakers e Celtics è da sbancare tutti i conti, roba da fila delle tv con pacchi di soldi pronti in mano fuori dalla porta.

In Europa ha vinto ancora Mosca, ancora Messina. Vinceranno anche in Russia, per un campionato almeno non abbiamo problemi a scegliere. Anzi, facciamo due ché il Panathinaikos ha discrete possibilità di vincere in Grecia.

In Italia, si dice, è Siena a rappresentare la misura da superare. Qui non voglio fare pronostici, dico solo che ho un presentimento, poco verde. La nazionale saluterà Bargnani e Belinelli, e probabilmente anche Gallinari: se verrà scelto nei primi 15, dice il giuvine, sarà difficile non passare l’estate con la nuova squadra. E se non venisse scelto nei primi 15, sarebbe una bella dimostrazione di stupidità dei GM USA.

In Spagna, favoritissimo il Real Madrid. La polisportiva ha già messo in bacheca il titolo calcistico, ha dato ampie dimostrazioni di forza e di equilibrio, e insomma sembra avere qualcosa di più. Ha il suo giocatore più rappresentativo, il gladiatore Felipe Reyes, nel quintetto ideale della ACB. A tal proposito, è un gran bel quintetto: Marcelino Huertas in play, poi 4 spagnoli: il citato Reyes, Marc Gasol (vero matador della stagione), Rudy Fernandez e Ricky Rubio. 17 anni. Miglior quintetto nel miglior campionato d’Europa. Notare bene: due giocatori del DKV, vincitore della Uleb. E, sottovoce, potenziale squadra da titolo. 

La linea più lontana

30 04 08

Così, dal 2009 o dal 2010, la linea dei tre punti sarà arretrata di mezzo metro.

Un passo di avvicinamento alle misure NBA, per standardizzare e unificare (finalmente, dicono) le misure. La domanda che tutti si fanno è: perché non andare subito alla distanza NBA? La risposta è: boh. Ho letto che coach K (e non sto lì a scrivere tutto il cognome) avrebbe accolto positivamente le intenzioni della FIBA. Si sarebbe lamentato che nelle ultime uscite la squadra nordamericana è stata penalizzata dalle aree troppo strette, soprattutto dalla forma a campana dell’area FIBA che non permette ai bisonti USA di giocare in post. Il giorno dopo queste uscite, sulla Gazzetta Dan Peterson commentava, senza fare riferimento all’allenatore di Team USA (uso tutte le perifrasi per non scrivere il cognome…), che è ben tonto chi pensa ci siano tutte ste differenze per il gioco in post. Non sto lì a dare gli estremi delle citazioni, prendetele per buone, non racconto balle.

Quello che si dice cambierà radicalmente è il gioco guardia-lungo, in due modi: primo, morte al pick’n'roll. Ha stufato, ma mica perché noioso - no, solo perché non s’è ancora trovata un’adeguata contromisura difensiva, e allora lo si ammazza con nuove regole. In realtà, le cause dell’abuso di p’n'r sono molte: per esempio, il fatto che le squadre sono fatte a pezzi, in fasi diverse della stagione, e con tanti americani che più che l’1c1 non sanno fare. Così non si possono costruire molti giochi… e via di pickarolla. Secondo radicale cambiamento: lo spazio tra la linea da 3 e l’inizio della lunetta sarà la zona di caccia delle guardie capaci di arresto e tiro. Palleggio, pum pum secco, arresto e se la difesa non chiude si tira. Bello, dicono. Anche perché se la difesa chiude c’è l’opzione scarico al centrone. Torneranno in voga i bestioni da pitturato. Hai voglia a cercare un novello Tkachenko…

Ora io mi chiedo: occhei, palleggio arresto e tiro, ma da che distanza tiri? Va a finire che ti fai un arresto e tiro da 6.25, dov’è la linea adesso. Le percentuali restano quelle, e ditemi voi se le difese chiudono o no su un arresto e tiro da 6.25. Hai un bel dire che con mezzo metro di più le difese devono stare più larghe, c’è sempre il pericolo gozzilla (scritto così, non godzilla) in mezzo all’area. Lo scorso dicembre commentavo una mia idea sballata e già citavo l’idea che una difesa abbia molto più da temere da una palla che finisce sotto canestro che da una che sta a più di sei metri. Figurarsi con la novità, che dovrebbe favorire il recupero di spazi per i brontosauri del gioco (i centri sono grossi e brontolano, quindi sono brontosauri): palla sotto sempre, chi imposterebbe una difesa per stare larga sulla linea da 3? Gli americani, ecco chi. Ed ecco il perché sia delle partite da mille punti a sera, sia delle sconfitte contro Argentina, Spagna, eccetera.

Insomma, un po’ di obiettività. 

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