Come Sabonis

27 04 08

Pau Gasol è forte. Mi ricordo la prima (e unica) volta che l’ho visto giocare dal vivo, ero a Siviglia e lui era la giovane stella del Barcelona - se non ricordo male, poi quell’anno hanno vinto il titolo. Fatto sta che lì a Siviglia persero, con un secondo tempo incredibile del (fu) Caja San Fernando (ora Cajasol, che ieri ha battuto il TAU), condito da triple a ripetizione, contropiedi e bambola totale dei blaugrana. Anzi, totale no, perché appunto il giovane Pau faceva quel che voleva, da ala o da pivot. La sera stessa ricordo di aver mandato una email a mio fratello, perché è stata proprio un’esibizione pazzesca.

Ora il giovane Marc, che sulla canotta dell’Akas (vayu) porta solo Marc, ha preso possesso della lega spagnola. Certo, è forte, s’è visto già ai Mondiali: in campo c’era lui, a giocare con il famoso ex-Grizzly o con il madrileno cordobese Reyes. Però così forte? Quest’ultima giornata dice si. Ha infatti eguagliato il recordo di titoli MVP della giornata, 10. A parimerito con (nientepopodimeno) il Principe del Baltico, Arvydas Sabonis, mica Gino Solitomino. 15 punti e 13 rimbalzi, primo per rimbalzi nella ACB e primo anche per valutazione media (27,8!). Sta a vedere che a Memphis non sono poi così ciula come li si dipinge dopo aver girato Pau ai Lakers avendo in cambio la scelta su Marc.

Progetti

22 04 08

Assenze prolungate da Basketbhall mi spingono a progettare perlomeno un restyling. Ovviamente non ho voglia di farlo, si tratta di perderci almeno una giornata e visto che non ne ho (lavoro anche sabato e domenica, e non faccio né il cestista né il coach di professione) non mi passa neanche per la testa di usare due mezze giornate, per esempio.

L’osservazione da "esterno" del mondo a spicchi però lascia dei segni. Intanto, le stagioni sono belle che finite. La NBA ha aperto i playoffs, con Lakers e Celtics (ma 20 anni per cosa sono passati?) davanti a tutti nei pronostici di qualunque persona sana di mente. Lakers primi nei miei. Gara 1 Lakers-Denver ha messo in luce le qualità del Gasol-one con 36 punti e una cariola di rimbalzi, più 8 assist e stoppate e recuperi. Ah, 32 di Bryant, giusto per chiudere i conti. Gasol inserito in un sistema "non-americano" di gioco è immarcabile, ha troppa tecnica rispetto ai pariruolo statunitensi. E Kobe è contento.

Ginobili: miglior sesto uomo, apprendo dalla Gazzetta che Brent Barry l’ha soprannominato "El Contusion" perché non ha paura di buttarsi dentro e per terra; che è divertente e bravo Barry. Comunque, dopo gara 1 degli Spurs, è lui l’ancora di salvezza degli attuali campioni del mondo (maddeché! Campioni NBA, la piantino di sparare boiate). Duncan è addormentato? Patisce Shaq, per quell’azione su 8 che il Diesel torna a difendere?

A Est tutto facile per Boston. Detroit perde con Philadelphia, ormai sono cotti, non si contano nemmeno più gli anni che i Pistons giocano con lo stesso quintetto. Sono passati direttamente da Thomas, Dumars e Laimbeer a quelli di adesso, senza peraltro che nessuno se ne accorgesse (c’è un play, una guardia che difende e un picchiatore: ditemi cosa cambia). Gente giovane e fresca. Passano il primo turno ma perdere subito la prima è un segno chiaro.

Non ho dato i miei pronosticoni, ma dall’inizio dell’Eurolega dico che vince il TAU. Segnatevelo, questi è 4 anni di fila che fanno le Final Four continuando a cambiare entrenador e hanno una testa pazzesca, oltre che magari le balle girate di arrivare sempre lì e poi niente. Sempre in Spagna, il Real Madrid al momento è sopra a tutti e meritatamente. Altro titolo in bacheca, ma attenzione al DKV (pronuncia: "De-Ka-Uve", giusto per far vedere che un po’ di spagnolo…) perché pigliarsi la ULEB facendo giocare Rudy Fernandez (23 anni), Ricky Rubio (17!! impressionante, cercatevi qualche youtube o sul sito ACB andate su ACBtv - ma mica per il video delle cheerleaders) e Pau Ribas (20) è coraggio e voglia. Mica per niente in finale c’era l’altra spagnola, anzi specificamente l’altra catalana, il Girona del Gasol-ino (23 anni) - che gira e rigira, è miglior giocatore della giornata appena passata…

Apppproposito di giovani (le pppp sono apppposta), Aradori che si merita l’articolo in Gazzetta e i complimenti indiretti dell’amico Gallinari per la partita di Roma è un contrasto stridente con le decisioni per la composizione delle squadre italiane (seh, vabbeh… italiane…). Sempre meno i giovani italiani, largo a comunitari extracomunitari extraterrestri e extralarge. La Spagna ha fatto scuola da noi, neh? Non mi sembra che negli ultimi anni l’Italia abbia vinto a ripetizione tutti i tornei possibili e immaginabili. Li han vinti la Serbia e la Spagna, tra giovanili e prime squadre. Si vede che in Italia siamo stupidi.

In conclusione: sollecitate i post di mio fratello, che ha un account come autore di Basketbhall ma finora ha firmato solo due interventi

(non bisbigliate.. "tò, trovati un’altra scusa se non c’hai un ca**o da dire! plandrùn!". Vi sento eh!

Uleb 2008

10 04 08

Sarò stupido io che non lo capisco mai, ma la Uleb a Torino non se la fila nessuno? Perché invece delle solite vaccate la tv generalista, diciamo pure quella di Stato, non passa ste finali?

Pro: sono spettacolari. Vedere il DKV di Rudy&Ricky (Fernandez e Rubio, per chi non sa di cosa stiamo parlando) (e chi non lo sa, sta leggendo il blog sbagliato. Pussa via!) vale il prezzo di una manciata di biglietti. Il miglior giovane europeo, famoso per raccattare i lanci alti passando per la porta dietro, e il miglior giovanissimo europeo, che non sfigura davanti a nessun play esperto e si permette di guardare i tagli della sua ala per alzargli il pallone, non il difensore che lo pressa. 

E poi c’è Mosca-bis. E l’Akasvayu del Gasol-bis, che stradomina in ACB: 27 di valutazione media a partita, insidia un record pesante nella lega spagnola, quello del maggior numero di titoli di mvp della giornata conquistati; all’attivo ne ha 8. L’obiettivo nel mirino? Un certo Arvydas Sabonis, a 11. Peraltro, il giovane di Sant Boi ha già nella bacheca di casa tre titoli di MVP del mese, e solo Tanoka Beard ne ha vinti di più in una stagione (4).

Altro pro: con gli spot, si potrebbero coprire un po’ dei debiti e dei costi vivi per gli impianti di Torino 2006 (una roba del genere che ogni anno costano 4 o 5 volte più di quello che rendono).

Contro: siamo un Paese che in fatto di cultura sportiva è a zero. Immagino che nei cervelli atrofizzati e concentrati sul gioco coi piedi degli italioti (che è crasi di italiani e idioti, ormai sinonimi) una botta di sport tecnico, veloce e divertente sarebbe letale. 

Il Gallo filosofo

09 04 08

Ho letto ieri sulla Gazzetta che Danilo Gallinari, oltre a funzionare anche da 4, studia filosofia.

L’opinione del padre è che con quella si finisce a vivere sotto i ponti. Quella della madre è che tanto è un professionista lanciatissimo, giovane e già fondamentale, e non avrà certo problemi di soldi, quindi che studi quel che gli pare.

Gallinari alla Gazzetta l'anno scorso 

[Fonte: danilogallinari.net

Certo è una bella differenza rispetto agli studi medi del giocatore NBA - perché prima o poi le sirene lo tenteranno e andrà a giocare di là, per mucchi di soldi. Se pensiamo a quanti raggiungano la laurea viene da disperarsi. Lasciando da parte, poi, quelli che hanno fatto il salto direttamente dal liceo (pensate che studiassero davvero?) e quelli che hanno lasciato al secondo o terzo anno di college, restano quelli che i quattro anni li hanno fatti, ma con trucchi degni di Silvan, voti taroccati perché altrimenti non avrebbero potuto giocare le partite decisive, uno status incompatibile con tutti i regolamenti dei college e della NCAA, vite sregolate e violente (droga, sparatorie etc.), galera.

Quindi, giovane Gallo, nel farti gli auguri per i tuoi studi ti posso però confermare la tesi di tuo padre: a nessuno piacciono i filosofi. Si ciancia che non si è preparati per niente. Non si tiene in alcun conto la capacità allenata di ragionare, persino fuori dagli schemi, perché il ragionare è nemico di questo tipo di società. Fatti forza e, se passi da qui, fammi sapere cosa scegli per la tesi ;)  

Latitanza

09 03 08

Da un pezzo non scrivo su Basketbhall, e sono successe alcune cose. Il fatto è che il lavoro mi porta via a orari scomodi per poter aggiornare il blog, quindi chiedo la pazienza dei compari di basketblogging.

Negli ultimi tempi ci sono state alcune notizie che mi hanno particolarmente colpito e che meritano riflessione:

1. Danilo Gallinari che dice: non è così essenziale andare nella NBA, il basket come si deve si gioca in Europa. E aggiunge: certo se ne facciamo una questione di esperienza da provare e di stipendio da nababbo, allora ci si può pensare. Bravo Gallinari. Che il basket europeo sia quello "serio" lo dico da sempre e quindi mi trova pronto a tifare per la sua presa di posizione. D’altronde basta vedere l’impatto di Gasol nei Lakers: alla prima partita che ha giocato ha messo insieme 24 punti con 12 rimbalzi. Ci ha messo davvero poco a imparare il triangolo, soprattutto se paragoniamo i suoi tempi a quelli di Shaq, che ha sì vinto 3 titoli ma ci ha messo 3 anni a capire il gioco di Phil Jackson.

2. Arriviamo quindi a Gasol e ai Lakers. Per me vanno al titolo. Gasol è contento, Kobe anche, non si fermano più. Kobe MVP, se avranno finalmente voglia di superare l’antipatia per lui. Ma diamo un’occhiata a certe cifre: da quando è a Los Angeles, Gasol a ogni partita ha praticamente lo stesso efficency rate (+/-) di Kobe… facciamo 2+2?

3. In questi giorni è venuta alla luce la ridicola vicenda del Saint Mary College, nelle vicinanze di Topeka, Kansas: l’arbitra Michelle Campbell è stata discriminata. Il direttore atletico del college, prima di una partita di basket, ha parlato con il secondo arbitro Darin Putthoff e ha comunicato che non avrebbe accettato l’arbitraggio di una donna, perché la dottrina integralista del college (dove si fanno messe in latino) sostiene che le donne non possono avere autorità sugli uomini. Putthoff ha rifiutato di arbitrare anche lui. Il direttore atletico ha allora cercato di convincere un arbitro che aveva arbitrato alla mattina due partite junior, Fred Shockey, adducendo una generica "emergenza". Ma appena Shockey ha conosciuto la natura dell’emergenza ha anche lui rifiutato schifato di abitrare ancora per questi talebani. Che si permettono di non rispondere nemmeno alle richieste del consiglio dell’associazione sportiva del Kansas.

Alla prossima 

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