Come Sabonis
Pau Gasol è forte. Mi ricordo la prima (e unica) volta che l’ho visto giocare dal vivo, ero a Siviglia e lui era la giovane stella del Barcelona - se non ricordo male, poi quell’anno hanno vinto il titolo. Fatto sta che lì a Siviglia persero, con un secondo tempo incredibile del (fu) Caja San Fernando (ora Cajasol, che ieri ha battuto il TAU), condito da triple a ripetizione, contropiedi e bambola totale dei blaugrana. Anzi, totale no, perché appunto il giovane Pau faceva quel che voleva, da ala o da pivot. La sera stessa ricordo di aver mandato una email a mio fratello, perché è stata proprio un’esibizione pazzesca.
Ora il giovane Marc, che sulla canotta dell’Akas (vayu) porta solo Marc, ha preso possesso della lega spagnola. Certo, è forte, s’è visto già ai Mondiali: in campo c’era lui, a giocare con il famoso ex-Grizzly o con il madrileno cordobese Reyes. Però così forte? Quest’ultima giornata dice si. Ha infatti eguagliato il recordo di titoli MVP della giornata, 10. A parimerito con (nientepopodimeno) il Principe del Baltico, Arvydas Sabonis, mica Gino Solitomino. 15 punti e 13 rimbalzi, primo per rimbalzi nella ACB e primo anche per valutazione media (27,8!). Sta a vedere che a Memphis non sono poi così ciula come li si dipinge dopo aver girato Pau ai Lakers avendo in cambio la scelta su Marc.

E’ incredibile che l’arrivo di un giocatore come Gasol cambi il gioco di un’intera squadra (ma perche’ i Suns non hanno preso Pau al posto di Old-Shaq? cosi’ ora Mike rischia di “saltare” giu’ dalla panchina).
Questo video sulle finte di passaggio la dice lunga sull’intelligenza di questo giocatore: post - La finta del “Extra Pass” e video - La finta del “Extra Pass”.
Finale NBA: Lakers vs Boston?
Comment by Amici del Campetto Staff — 27 04 08 @ 21:31
ma se davvero gira la voce di d’antoni a toronto… giusto per dar minuti a bargnani…
comunque, io insegnavo l’ extra-pass, il passaggio in più, ai ragazzini che allenavo. cercavo di spiegare come mettere la difesa in ritardo di un passaggio. magari anche provando brevi penetrazioni per costringere la rotazione o almeno l’aiuto, così da sbilanciare tutta la difesa (anche la zona!). è cosa buona e giusta che anche nella nba lo facciano. guarda caso, quando arriva un centro europeo…
Comment by alex — 28 04 08 @ 05:56
Se non sbaglio il Gasol minore, a i tempi della scelta da parte dei Lakers, aveva espresso l’intenzione di non avvicinarsi neppure all’NBA. Non so se ora le cose siano cambiate
Comment by Dosty — 28 04 08 @ 08:19
certo la prospettiva di finire a memphis quando sei già qualcuno (campione del mondo e miglior giocatore del miglior campionato europeo) non è la stessa che finire ai lakers.
poi boh, sarà sempre questione di soldi. già adesso essere una scelta porta più soldi, che si vada o no in nba. i tuoi contratti qui prevedono clausole e regolette, e soprattutto il merchandising raggiunge un altro livello.
quello che mi dà da pensare è: la nazionale spagnola che finirà nello stesso girone degli usa avrà in campo 2 23enni (rudy fernandez e marc gasol), un 18enne (ricky rubio), dei ventenni o poco più (pau ribas? sergio rodriguez? e perché no claver?), altri relativamente giovani come pau gasol e jordi trias, felipe reyes… e sticazzi. i nostri giovani non tornano dalla nba (e meno male, almeno nel caso di bargnani), quelli che sono qui vengono bypassati dalla gestione recalcati da sempre (giovane è per lui meneghin - padre). ha già detto che dovrà cercare dei 28enni per fare la squadra. perché? perché la spagna può giocare con un’età media tra i 20 e i 24/25 e l’italia con un’età media tra i 30 e i 40? non si lanciano giovani in campionato. ok. ma la colpa è di tutti, sia dei dirigenti incompetenti delle squadre sia di tutta la dirigenza del basket italiano, recalcati compreso che quando aveva i giovani non li convocava.
Comment by alex — 28 04 08 @ 18:59