La linea più lontana

Wed 30th Apr, 2008, opinioni, notizie

Così, dal 2009 o dal 2010, la linea dei tre punti sarà arretrata di mezzo metro.

Un passo di avvicinamento alle misure NBA, per standardizzare e unificare (finalmente, dicono) le misure. La domanda che tutti si fanno è: perché non andare subito alla distanza NBA? La risposta è: boh. Ho letto che coach K (e non sto lì a scrivere tutto il cognome) avrebbe accolto positivamente le intenzioni della FIBA. Si sarebbe lamentato che nelle ultime uscite la squadra nordamericana è stata penalizzata dalle aree troppo strette, soprattutto dalla forma a campana dell’area FIBA che non permette ai bisonti USA di giocare in post. Il giorno dopo queste uscite, sulla Gazzetta Dan Peterson commentava, senza fare riferimento all’allenatore di Team USA (uso tutte le perifrasi per non scrivere il cognome…), che è ben tonto chi pensa ci siano tutte ste differenze per il gioco in post. Non sto lì a dare gli estremi delle citazioni, prendetele per buone, non racconto balle.

Quello che si dice cambierà radicalmente è il gioco guardia-lungo, in due modi: primo, morte al pick’n'roll. Ha stufato, ma mica perché noioso - no, solo perché non s’è ancora trovata un’adeguata contromisura difensiva, e allora lo si ammazza con nuove regole. In realtà, le cause dell’abuso di p’n'r sono molte: per esempio, il fatto che le squadre sono fatte a pezzi, in fasi diverse della stagione, e con tanti americani che più che l’1c1 non sanno fare. Così non si possono costruire molti giochi… e via di pickarolla. Secondo radicale cambiamento: lo spazio tra la linea da 3 e l’inizio della lunetta sarà la zona di caccia delle guardie capaci di arresto e tiro. Palleggio, pum pum secco, arresto e se la difesa non chiude si tira. Bello, dicono. Anche perché se la difesa chiude c’è l’opzione scarico al centrone. Torneranno in voga i bestioni da pitturato. Hai voglia a cercare un novello Tkachenko…

Ora io mi chiedo: occhei, palleggio arresto e tiro, ma da che distanza tiri? Va a finire che ti fai un arresto e tiro da 6.25, dov’è la linea adesso. Le percentuali restano quelle, e ditemi voi se le difese chiudono o no su un arresto e tiro da 6.25. Hai un bel dire che con mezzo metro di più le difese devono stare più larghe, c’è sempre il pericolo gozzilla (scritto così, non godzilla) in mezzo all’area. Lo scorso dicembre commentavo una mia idea sballata e già citavo l’idea che una difesa abbia molto più da temere da una palla che finisce sotto canestro che da una che sta a più di sei metri. Figurarsi con la novità, che dovrebbe favorire il recupero di spazi per i brontosauri del gioco (i centri sono grossi e brontolano, quindi sono brontosauri): palla sotto sempre, chi imposterebbe una difesa per stare larga sulla linea da 3? Gli americani, ecco chi. Ed ecco il perché sia delle partite da mille punti a sera, sia delle sconfitte contro Argentina, Spagna, eccetera.

Insomma, un po’ di obiettività. 

Come Sabonis

Sun 27th Apr, 2008, opinioni, notizie

Pau Gasol è forte. Mi ricordo la prima (e unica) volta che l’ho visto giocare dal vivo, ero a Siviglia e lui era la giovane stella del Barcelona - se non ricordo male, poi quell’anno hanno vinto il titolo. Fatto sta che lì a Siviglia persero, con un secondo tempo incredibile del (fu) Caja San Fernando (ora Cajasol, che ieri ha battuto il TAU), condito da triple a ripetizione, contropiedi e bambola totale dei blaugrana. Anzi, totale no, perché appunto il giovane Pau faceva quel che voleva, da ala o da pivot. La sera stessa ricordo di aver mandato una email a mio fratello, perché è stata proprio un’esibizione pazzesca.

Ora il giovane Marc, che sulla canotta dell’Akas (vayu) porta solo Marc, ha preso possesso della lega spagnola. Certo, è forte, s’è visto già ai Mondiali: in campo c’era lui, a giocare con il famoso ex-Grizzly o con il madrileno cordobese Reyes. Però così forte? Quest’ultima giornata dice si. Ha infatti eguagliato il recordo di titoli MVP della giornata, 10. A parimerito con (nientepopodimeno) il Principe del Baltico, Arvydas Sabonis, mica Gino Solitomino. 15 punti e 13 rimbalzi, primo per rimbalzi nella ACB e primo anche per valutazione media (27,8!). Sta a vedere che a Memphis non sono poi così ciula come li si dipinge dopo aver girato Pau ai Lakers avendo in cambio la scelta su Marc.

Progetti

Tue 22nd Apr, 2008, opinioni, notizie

Assenze prolungate da Basketbhall mi spingono a progettare perlomeno un restyling. Ovviamente non ho voglia di farlo, si tratta di perderci almeno una giornata e visto che non ne ho (lavoro anche sabato e domenica, e non faccio né il cestista né il coach di professione) non mi passa neanche per la testa di usare due mezze giornate, per esempio.

L’osservazione da "esterno" del mondo a spicchi però lascia dei segni. Intanto, le stagioni sono belle che finite. La NBA ha aperto i playoffs, con Lakers e Celtics (ma 20 anni per cosa sono passati?) davanti a tutti nei pronostici di qualunque persona sana di mente. Lakers primi nei miei. Gara 1 Lakers-Denver ha messo in luce le qualità del Gasol-one con 36 punti e una cariola di rimbalzi, più 8 assist e stoppate e recuperi. Ah, 32 di Bryant, giusto per chiudere i conti. Gasol inserito in un sistema "non-americano" di gioco è immarcabile, ha troppa tecnica rispetto ai pariruolo statunitensi. E Kobe è contento.

Ginobili: miglior sesto uomo, apprendo dalla Gazzetta che Brent Barry l’ha soprannominato "El Contusion" perché non ha paura di buttarsi dentro e per terra; che è divertente e bravo Barry. Comunque, dopo gara 1 degli Spurs, è lui l’ancora di salvezza degli attuali campioni del mondo (maddeché! Campioni NBA, la piantino di sparare boiate). Duncan è addormentato? Patisce Shaq, per quell’azione su 8 che il Diesel torna a difendere?

A Est tutto facile per Boston. Detroit perde con Philadelphia, ormai sono cotti, non si contano nemmeno più gli anni che i Pistons giocano con lo stesso quintetto. Sono passati direttamente da Thomas, Dumars e Laimbeer a quelli di adesso, senza peraltro che nessuno se ne accorgesse (c’è un play, una guardia che difende e un picchiatore: ditemi cosa cambia). Gente giovane e fresca. Passano il primo turno ma perdere subito la prima è un segno chiaro.

Non ho dato i miei pronosticoni, ma dall’inizio dell’Eurolega dico che vince il TAU. Segnatevelo, questi è 4 anni di fila che fanno le Final Four continuando a cambiare entrenador e hanno una testa pazzesca, oltre che magari le balle girate di arrivare sempre lì e poi niente. Sempre in Spagna, il Real Madrid al momento è sopra a tutti e meritatamente. Altro titolo in bacheca, ma attenzione al DKV (pronuncia: "De-Ka-Uve", giusto per far vedere che un po’ di spagnolo…) perché pigliarsi la ULEB facendo giocare Rudy Fernandez (23 anni), Ricky Rubio (17!! impressionante, cercatevi qualche youtube o sul sito ACB andate su ACBtv - ma mica per il video delle cheerleaders) e Pau Ribas (20) è coraggio e voglia. Mica per niente in finale c’era l’altra spagnola, anzi specificamente l’altra catalana, il Girona del Gasol-ino (23 anni) - che gira e rigira, è miglior giocatore della giornata appena passata…

Apppproposito di giovani (le pppp sono apppposta), Aradori che si merita l’articolo in Gazzetta e i complimenti indiretti dell’amico Gallinari per la partita di Roma è un contrasto stridente con le decisioni per la composizione delle squadre italiane (seh, vabbeh… italiane…). Sempre meno i giovani italiani, largo a comunitari extracomunitari extraterrestri e extralarge. La Spagna ha fatto scuola da noi, neh? Non mi sembra che negli ultimi anni l’Italia abbia vinto a ripetizione tutti i tornei possibili e immaginabili. Li han vinti la Serbia e la Spagna, tra giovanili e prime squadre. Si vede che in Italia siamo stupidi.

In conclusione: sollecitate i post di mio fratello, che ha un account come autore di Basketbhall ma finora ha firmato solo due interventi

(non bisbigliate.. "tò, trovati un’altra scusa se non c’hai un ca**o da dire! plandrùn!". Vi sento eh!

Uleb 2008

Thu 10th Apr, 2008, opinioni

Sarò stupido io che non lo capisco mai, ma la Uleb a Torino non se la fila nessuno? Perché invece delle solite vaccate la tv generalista, diciamo pure quella di Stato, non passa ste finali?

Pro: sono spettacolari. Vedere il DKV di Rudy&Ricky (Fernandez e Rubio, per chi non sa di cosa stiamo parlando) (e chi non lo sa, sta leggendo il blog sbagliato. Pussa via!) vale il prezzo di una manciata di biglietti. Il miglior giovane europeo, famoso per raccattare i lanci alti passando per la porta dietro, e il miglior giovanissimo europeo, che non sfigura davanti a nessun play esperto e si permette di guardare i tagli della sua ala per alzargli il pallone, non il difensore che lo pressa. 

E poi c’è Mosca-bis. E l’Akasvayu del Gasol-bis, che stradomina in ACB: 27 di valutazione media a partita, insidia un record pesante nella lega spagnola, quello del maggior numero di titoli di mvp della giornata conquistati; all’attivo ne ha 8. L’obiettivo nel mirino? Un certo Arvydas Sabonis, a 11. Peraltro, il giovane di Sant Boi ha già nella bacheca di casa tre titoli di MVP del mese, e solo Tanoka Beard ne ha vinti di più in una stagione (4).

Altro pro: con gli spot, si potrebbero coprire un po’ dei debiti e dei costi vivi per gli impianti di Torino 2006 (una roba del genere che ogni anno costano 4 o 5 volte più di quello che rendono).

Contro: siamo un Paese che in fatto di cultura sportiva è a zero. Immagino che nei cervelli atrofizzati e concentrati sul gioco coi piedi degli italioti (che è crasi di italiani e idioti, ormai sinonimi) una botta di sport tecnico, veloce e divertente sarebbe letale. 

Il Gallo filosofo

Wed 9th Apr, 2008, opinioni

Ho letto ieri sulla Gazzetta che Danilo Gallinari, oltre a funzionare anche da 4, studia filosofia.

L’opinione del padre è che con quella si finisce a vivere sotto i ponti. Quella della madre è che tanto è un professionista lanciatissimo, giovane e già fondamentale, e non avrà certo problemi di soldi, quindi che studi quel che gli pare.

Gallinari alla Gazzetta l'anno scorso 

[Fonte: danilogallinari.net

Certo è una bella differenza rispetto agli studi medi del giocatore NBA - perché prima o poi le sirene lo tenteranno e andrà a giocare di là, per mucchi di soldi. Se pensiamo a quanti raggiungano la laurea viene da disperarsi. Lasciando da parte, poi, quelli che hanno fatto il salto direttamente dal liceo (pensate che studiassero davvero?) e quelli che hanno lasciato al secondo o terzo anno di college, restano quelli che i quattro anni li hanno fatti, ma con trucchi degni di Silvan, voti taroccati perché altrimenti non avrebbero potuto giocare le partite decisive, uno status incompatibile con tutti i regolamenti dei college e della NCAA, vite sregolate e violente (droga, sparatorie etc.), galera.

Quindi, giovane Gallo, nel farti gli auguri per i tuoi studi ti posso però confermare la tesi di tuo padre: a nessuno piacciono i filosofi. Si ciancia che non si è preparati per niente. Non si tiene in alcun conto la capacità allenata di ragionare, persino fuori dagli schemi, perché il ragionare è nemico di questo tipo di società. Fatti forza e, se passi da qui, fammi sapere cosa scegli per la tesi ;)