Latitanza

Sun 9th Mar, 2008, opinioni, notizie

Da un pezzo non scrivo su Basketbhall, e sono successe alcune cose. Il fatto è che il lavoro mi porta via a orari scomodi per poter aggiornare il blog, quindi chiedo la pazienza dei compari di basketblogging.

Negli ultimi tempi ci sono state alcune notizie che mi hanno particolarmente colpito e che meritano riflessione:

1. Danilo Gallinari che dice: non è così essenziale andare nella NBA, il basket come si deve si gioca in Europa. E aggiunge: certo se ne facciamo una questione di esperienza da provare e di stipendio da nababbo, allora ci si può pensare. Bravo Gallinari. Che il basket europeo sia quello "serio" lo dico da sempre e quindi mi trova pronto a tifare per la sua presa di posizione. D’altronde basta vedere l’impatto di Gasol nei Lakers: alla prima partita che ha giocato ha messo insieme 24 punti con 12 rimbalzi. Ci ha messo davvero poco a imparare il triangolo, soprattutto se paragoniamo i suoi tempi a quelli di Shaq, che ha sì vinto 3 titoli ma ci ha messo 3 anni a capire il gioco di Phil Jackson.

2. Arriviamo quindi a Gasol e ai Lakers. Per me vanno al titolo. Gasol è contento, Kobe anche, non si fermano più. Kobe MVP, se avranno finalmente voglia di superare l’antipatia per lui. Ma diamo un’occhiata a certe cifre: da quando è a Los Angeles, Gasol a ogni partita ha praticamente lo stesso efficency rate (+/-) di Kobe… facciamo 2+2?

3. In questi giorni è venuta alla luce la ridicola vicenda del Saint Mary College, nelle vicinanze di Topeka, Kansas: l’arbitra Michelle Campbell è stata discriminata. Il direttore atletico del college, prima di una partita di basket, ha parlato con il secondo arbitro Darin Putthoff e ha comunicato che non avrebbe accettato l’arbitraggio di una donna, perché la dottrina integralista del college (dove si fanno messe in latino) sostiene che le donne non possono avere autorità sugli uomini. Putthoff ha rifiutato di arbitrare anche lui. Il direttore atletico ha allora cercato di convincere un arbitro che aveva arbitrato alla mattina due partite junior, Fred Shockey, adducendo una generica "emergenza". Ma appena Shockey ha conosciuto la natura dell’emergenza ha anche lui rifiutato schifato di abitrare ancora per questi talebani. Che si permettono di non rispondere nemmeno alle richieste del consiglio dell’associazione sportiva del Kansas.

Alla prossima 

3 Comments »

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  1. Comment by Morands, 09 03 08 @ 08:49

    1. Grandissimo Gallinari, queste sue dichiarazioni me l’ero perse, ma le condivido al 100%. Io, da tifoso di Milano, se fossi in lui penserei a farmi ancora un paio d’anni d’esperienza in Europa, in una squadra che lotta almeno per le Final Four di Eurolega (quindi ahimè lontano dalla Madonnina); fare come Ginobili, tanto per capirci, anche se secondo me il Gallo può arrivare ai livelli di Bodiroga se passerà la maggior parte della sua carriera in Europa.
    2. I Lakers sono forti, ma non so se abbastanza da arrivare in finale… Secondo me ora come ora ci sono almeno un paio di squadre più quadrate di loro.
    3. Ora bisognerebbe mandare una donna ad arbitrare tutte le partite del Saint Mary College, poi vediamo se preferiscono cambiare idea sulle donne, o finire ultimi in classifica.

  2. Comment by gischio, 11 03 08 @ 09:10

    E di Shaq a Phoenix, che mi dici? :)

    Il blog di gischio

  3. Comment by Morands, 11 03 08 @ 11:43

    Intanto mi permetto di copiare qui un articolo del Corriere della Sera riguardante il tiro da 3, argomento già trattato in passato:

    “Se abbiamo avuto il coraggio di proibire il fumo nei locali pubblici, perché non dovremmo avere quello di bandire il tiro da 3 punti dai palazzi del basket? O, quantomeno, spostare la linea del fuoco fatuo a distanza più competente. Allo stato attuale, avvelena ed ostruisce le arterie in cui dovrebbe fluire il gioco.
    Nell’ultima giornata, cifre da diluvio: 68 triple tentate in Teramo-Capo d’Orlando, 55 in Varese-Milano, 54 in Treviso-Udine. Ma sono state le 3 squadre che più delle altre hanno segnato da 2 punti, Pesaro (28 canestri), Biella (26) e Montegranaro (25), ad ottenere vittorie larghe.
    Sempre domenica scorsa, nelle 9 gare disputate, il tiro pesante ha rappresentato il 39% delle conclusioni tentate, portando solo il 40% dei punti realizzati (489 su 1.191): non produce, dunque, alcun apprezzabile vantaggio. Molte, invece, le controindicazioni. Il tiro da 3 è fine a se stesso, non crea nessun «effetto moltiplicatore». Ci spieghiamo meglio con un esempio concreto, rifacendoci all’indemoniata prestazione di Delonte Holland: 50 punti e 10/19 da 3. Strepitoso. Ma qual è stata la sua migliore azione? Penetrazione, cambio di mano acrobatico, canestro, fallo subìto e tiro libero aggiuntivo: fanno lo stesso 3 punti, in più ha caricato di un fallo l’avversario e la sua squadra. Il tiro da 3 punti è una pericolosa scorciatoia, per lavorare (di squadra) e studiare (di tattica) molto di meno. In più, sovverte ogni logica del gioco. Infatti, eccezion fatta per Siena, l’unica che ha riportato il basket coi piedi per terra e di conseguenza ha strapazzato la Virtus a rimbalzo (42-27), nella somma delle altre partite le squadre vincenti hanno catturato meno rimbalzi (286) di quelle perdenti (289). Lotta dura, dunque, senza paura, all’abuso dell’uso della tripla… Il tiro a segno non va più di moda nemmeno nelle sagre paesane.
    Werther Pedrazzi”

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