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22 10 07

Lideres nella liga spagnola, allenati ancora da Aito, zeppi di giovani e con un gioco incredibile, spettacolare e redditizio.

plantilla Joventut

[Fonte dell’immagine: penya.com. Clicca l’immagine per ingrandirla]

Il Badalona è in testa alla classifica dopo quattro giornate di ACB, ha demolito il Barcelona alla terza giornata (94-73) e vince con almeno 20 punti di scarto, segnando parecchio. Merito delle sue stelle, il giovane Rudy Fernandez (media punti 19.7, media valutazione 24, in media minuti 23) e il giovanissimo Ricky Rubio (media punti 13.5, media valutazione 17.8, 4.3 falli subiti a partita - è quello che ne subisce di più nella sua squadra, 3.8 assists - il migliore della squadra, in media minuti 22), che, per chi non se lo ricorda, è classe 1990 quindi ha 17 anni - peraltro compiuti ieri (21 ottobre) regalandosi una valutazione 25.

Merito di una buona chimica e distribuzione del gioco, delle solide prove dei lunghi Hernandez-Sonseca (14.3 di valutazione media) e Jagla (13.5 di valutazione media) e della voglia che hanno tutti di giocare. Se non credete (blasfemi!) alle mie parole, suggerisco la visione dei filmati presenti sul sito acbtv per rendersi conto del livello al quale, per dirne uno, Ricky Rubio gioca già adesso. NB: è 10° nella ACB per valutazione, e guida (ancora, come l’anno scorso) la classifica delle palle recuperate.

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Visualizzazione

21 10 07

Il tiro libero è un punto debole di molti giocatori. Sembra facile; in fondo, non c’è nessun avversario a ostacolarti, hai una visuale perfetta del canestro, di fronte e neanche così lontano. Hai tempo - certo, ti vengono lasciati quei 4 o 5 secondi che nella vita normale non sono quasi niente, ma nel basket sono un’eternità. Come mai allora è così complicato centrare il canestro?

La risposta più facile è: perché non sai tirare. Sei scarso. Niente tecnica. Oppure: non sai controllare la tensione (da solo, libero, non puoi sbagliare - questo genera tensione no?). Infine, puoi essere stanco. Per tutti e tre i casi, la soluzione usuale è l’allenamento. Allenamento fisico, s’intende: mettersi sulla linea e tirare centinaia di volte, finché il corpo non assorbe il movimento e lo ripete meccanicamente, autonomamente, automaticamente. Non ci devi neanche pensare.

Alt: non pensare? Ma la pallacanestro è eminentemente un gioco mentale! E non solo per l’allenatore o per l’appassionato vero (non il tifoso), ma anche per i giocatori! Dalla base dello schema fino alla cima della tenuta - appunto - mentale, il gioco della pallacanestro si svolge in larga parte dentro il cervello dei giocatori. L’allenamento forgia il fisico e lo abitua a reazioni che diventano una seconda natura, ma non si può mai prevedere tutto e la differenza tra il campione e il giocatore normale è l’abilità di adattarsi a situazioni nuove, nelle quali il corpo non reagisce da solo perché non ha mai provato quella funzione. Intuito, semplicemente.

I tiri liberi rientrano nelle "situazioni particolari"? Sembra di no. Ce ne sono ogni partita. Eppure, l’apporto della mente anche in questa situazione non è indifferente - e non solo per la tensione. Diversi studi hanno dimostrato che l’allenamento della mente dà risultati incredibili per migliorare la percentuale di realizzazione dei tiri liberi.

Ana Marques e Antonio Rui Gomes, psicologi dello sport (ma sappiate che ho dei dubbi sulla psicologia: come diceva Kraus, potrebbe essere la malattia di cui pretende di essere la cura) portoghesi, hanno svolto uno studio su una squadra di giocatori della categoria Cadetti A del girone di Oporto, ragazzi tra i 14 e 15 anni. Volevano controllare se la visualizzazione mentale potesse apportare vantaggi peculiari. La loro risposta è: si. Anticipare le situazioni, giocarsi le partite in testa, conferisce vantaggi.

Non sono gli unici a pensarla così: Eamon Brown, Stephen Chipps, Anthony Ellison e Lachlan Fear , con la supervisione del dr. Stephen Burke, hanno sottoposto a un esperimento otto gruppi di ragazzi e ragazze, misti. Hanno chiesto a gruppi diversi di "allenarsi" in modi diversi: alcuni solo fisicamente, in palestra a tirare liberi, altri guidati nella visualizzazione mentale. E hanno raccolto dati interpretando i quali appare che la visualizzazione aumenta la quantità di realizzazioni. In sole tre settimane, il gruppo che si allenava con una combinazione di allenamento sul campo e visualizzazione ha ottenuto i miglioramenti più ampi.

Ovviamente, c’è qualche dato che non s’incastra: uno degli otto gruppi, il gruppo di controllo, il quale non effettuava alcun allenamento specifico, e nel quale ogni membro continuava la propria normale vita, ha avuto miglioramenti simili ai gruppi allenati. Un brutto colpo per una ricerca che vuole dimostrare qualcosa.

Ma il punto è che l’esercizio della mente (senza lavaggi del cervello) è vantaggioso. Lo riconoscono tutti i coaches. Ma alla fine, quanti in palestra propongono esercizi mentali?

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FantaNba 07/08

17 10 07

Anche quest’anno (il quarto di fila) partecipo, giusto per giocare, al fantanba di Yahoo. Non alla lega privata di Crossover, che già fatico a star dietro alla lega italiana, alla fantaeurolega e al supermanager spagnolo.

Mi sono preparato un predraft (quasi esclusivamente non americano), una lista di giocatori che avrei preferito in squadra. Non ho avuto Bryant (sul quale circolano nuove voci di trasferimento), ma ho avuto gradite sorprese: prima tra tutte, il "Nasone" Ginobili. Per il quarto anno di fila è nella mia squadra (quattro anni su quattro che è nella NBA). Ricordo ancora che il primo anno lo pescai tra i non draftati, nessuno lo aveva voluto. Pazzesco. E c’è sempre quella storia che lui, scelto col 57 al draft, ha già 3 anelli NBA…

Oltre al Gino, ho Pau Gasol (che quest’anno comincia subito, non ha il piede rotto, e spero quindi in uno stato di forma da doppia doppia). Ma più che star qui a cianciare, faccio prima a mettere il roster a mia disposizione (ho ancora uno spot che posso riempire, quindi adesso vado a cercare nella rumenta):

Marco Belinelli, Manu Ginobili, Jose Calderon, Andres Nocioni, Pau Gasol, Li Jianlian, Fabricio Oberto, Sun Yue, Marko Jaric, Sergio Rodriguez, Ronny Turiaf, Carlos Delfino, Juan Carlos Navarro

Dopo aver pescato l’ultimo, vedrò quali mettere in campo e quali tenere in panca.

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Le punizioni di Sabatini

16 10 07

Claudio SabatiniSabatini è strano. Credo che tutti ricordino la festa dopo la sconfitta ai playoffs con Biella - e la serie che è girata a favore dei bolognesi. E il boss della Virtus aveva giustificato la sua scelta come mezzo per togliere tensione, oltre che ringraziare il roster e lo staff per la stagione.

Questa nuova Virtus passa per una squadra che strabocca indisciplina; da Crosariol che risponde a Pillastrini fino agli americani che ritengono di essere immuni da ogni regola. Succede così che all’ennesima bravata del quartetto USA Conroy, Spencer, Holland e Anderson (ma servono davvero tutti sti americani?), rientrati molto tardi dalla serata (2.30), ben oltre il coprifuoco stabilito per tutta la squadra, gli stessi americani vengano severamente puniti con l’esclusione dal roster per la partita contro Cantù.

Giusto e sacrosanto. Immagino che nessuno (tra noi che abbiamo un pizzico di buon senso) possa trovare magagne nella decisione di Sabatini; che è stato anche più severo dei suoi allenatori, i quali avevano proposto altri tipi di sanzione.

Però, Sabatini ha ceduto: gli americani hanno accettato la multa (e ci mancherebbe), hanno chiesto scusa (a Sabatini, non viene specificato se hanno chiesto scusa anche ai compagni) e sono stati reintegrati. E si sono anche dati da fare, tanto da mettere insieme 52 punti nella vittoria contro Cantù.

Io, in veste di coach, una volta ho escluso dal roster per la partita due giocatori che si erano menati in allenamento. Non ricordo come sia andata la partita, forse abbiamo perso, ma chissenefrega: mi è sembrato che il messaggio sia passato, vale a dire che ci sono cose inaccettabili e che una squadra ha un codice di comportamento.

[Fonte immagine: la Stampa.it]

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Basket originario

13 10 07

I primi passi del basket non erano certo sui comodi cuscinetti d’aria delle scarpe d’oggi. E nemmeno i palloni erano così maneggevoli.

pallone 1910

Se volete dare un’occhiata a qualche memorabilia, un sito interessante potrebbe essere antiqueathlete.com, sezione basket.

[Fonte dell’immagine: antiqueathlete.com. Clicca l’immagine per ingrandirla.]

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