Il canestro più famoso
Chiunque si interessi di basket sa che c’è un canestro che, più di tutti gli altri, resta e resterà nella storia non solo del nostro sport, ma persino delle relazioni internazionali.
Monaco, Germania, 1972. Sono le Olimpiadi funestate dall’attacco terroristico contro la rappresentativa israeliana. Sono le Olimpiadi di Mark Spitz, nuotatore che in 8 giorni partecipa a sette gare vincendo sette ori. Ma sono anche le Olimpiadi del canestro più controverso e dibattuto, quello che Belov (il lungo Aleksander, non la guardia Sergei) infila a fil di sirena per sconfiggere gli Stati Uniti.
Punto a punto fino alla fine, a 3" sul cronometro Doug Collins ha due liberi. Potrebbe chiudere la partita e vincere l’ennesimo oro: dal 1936, Olimpiade di Berlino, anno in cui la pallacanestro divenne sport olimpico, gli statunitensi avevano una striscia di 63 vittorie consecutive. Collins ha polsi fermi e segna entrambi i liberi, 50-49 per la squadra a stelle e strisce. Allegria, ma fuori posto.
Gli arbitri fanno casino, ai sovietici vengono scippati 2" nonostante un timeout chiamato regolarmente dalla panchina. Ma sono costretti a giocare con solo 1". Cosa succede?
Succede che i "rossi" sbagliano. Rimessa alla guardia, passaggio lungo e… Non fanno canestro. Hanno perso la partita. Forse…
Momenti concitati, gli americani sono già in campo a festeggiare, convinti di aver vinto di un punto. Il parquet è invaso da tifosi, fotografi, giornalisti. E da William Jones, segretario generale della FIBA.
Ma cosa c’entra William Jones, che guida una federazione di uno sport, e come riesce a ottenere che i russi abbiano altri 3"? La FIBA decide al posto del CIO? Perché è il CIO che dovrebbe stabilire cosa fare o no alle Olimpiadi. Comunque vadano le cose, William Jones ottiene la restituzione dei 3" legittimi, la correzione dell’errore arbitrale.
E l’URSS non spreca la nuova occasione: stesso schema, con rimessa vicina alla guardia e lancio lungo. Adesso Aleksander Belov fa saltare la difesa, e poi appoggia a canestro: l’Unione Sovietica è oro olimpico, gli Stati Uniti sono battuti per la prima volta nella manifestazione.
Ancora confusione, questa volta sono i tifosi sovietici a buttarsi in campo. Finita la partita, il rituale reclamo statunitense. Ma viene respinto, 3 voti contrari contro 2 favorevoli: gli americani hanno davvero perso l’oro, non c’è più niente da fare. Anzi, una cosa c’è: comportarsi in modo infantile. Non si presentano alla premiazione, non ritirano le medaglie d’argento.
La finale per il bronzo vede prevalere Cuba sull’Italia. Il canestro di Belov è discusso ancora oggi, ma effettivamente hanno ragione i russi.
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