Le punizioni di Sabatini
Sabatini è strano. Credo che tutti ricordino la festa dopo la sconfitta ai playoffs con Biella - e la serie che è girata a favore dei bolognesi. E il boss della Virtus aveva giustificato la sua scelta come mezzo per togliere tensione, oltre che ringraziare il roster e lo staff per la stagione.
Questa nuova Virtus passa per una squadra che strabocca indisciplina; da Crosariol che risponde a Pillastrini fino agli americani che ritengono di essere immuni da ogni regola. Succede così che all’ennesima bravata del quartetto USA Conroy, Spencer, Holland e Anderson (ma servono davvero tutti sti americani?), rientrati molto tardi dalla serata (2.30), ben oltre il coprifuoco stabilito per tutta la squadra, gli stessi americani vengano severamente puniti con l’esclusione dal roster per la partita contro Cantù.
Giusto e sacrosanto. Immagino che nessuno (tra noi che abbiamo un pizzico di buon senso) possa trovare magagne nella decisione di Sabatini; che è stato anche più severo dei suoi allenatori, i quali avevano proposto altri tipi di sanzione.
Però, Sabatini ha ceduto: gli americani hanno accettato la multa (e ci mancherebbe), hanno chiesto scusa (a Sabatini, non viene specificato se hanno chiesto scusa anche ai compagni) e sono stati reintegrati. E si sono anche dati da fare, tanto da mettere insieme 52 punti nella vittoria contro Cantù.
Io, in veste di coach, una volta ho escluso dal roster per la partita due giocatori che si erano menati in allenamento. Non ricordo come sia andata la partita, forse abbiamo perso, ma chissenefrega: mi è sembrato che il messaggio sia passato, vale a dire che ci sono cose inaccettabili e che una squadra ha un codice di comportamento.
[Fonte immagine: la Stampa.it]
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