Partita a sbafo
30 agosto: oggi si gioca a Roma la partita Italia-Grecia, quella dove si entra gratis al palazzetto. La notizia del giorno? Si e no.
Prima della partita ci sarà la presentazione ufficiale degli Europei femminili. La partita stessa sarà trasmessa in Rai, si spera senza i soliti tagli e le solite riprese alla carlona (non servono i primi piani mentre si gioca, non è calcio, che se lo mettano in testa: il gioco non è lento e non si ferma).
Quella che può a buon diritto essere definita notizia del giorno (di ieri) è la presa di posizione di Walter Veltroni, sindaco di Roma e presidente onorario di Legabasket, oltre che potenziale leader di una intera coalizione. Quando un personaggio come un Veltroni dichiara apertamente che la Rai non dedica la basket lo spazio che merita, fa esattamente quello che ci si aspettava quando gli è stata conferita la carica onoraria: spendere la sua immagine (e il suo peso politico-sociale) in favore di uno sport che, come più volte ha affermato, ama particolarmente.
Si può discutere sul fatto che lo faccia in piena campagna elettorale interna al suo schieramento, con la faccia di tolla da politico che cerca voti dove può. Si può allora anche sottolineare che non ha deciso certo lui le date delle amichevoli né tantomeno quelle degli Europei. Ma visto che della politica qui non si tratta, questo discorso lo taglio qui.
Approfitto per ripetere i punti chiave di un eventuale successo: in primo luogo, dobbiamo avere due centri veri. Marconato e Crosariol servono come il pane quando hai già un vasetto di Nutella (che poi sarebbe metaforicamente il resto della Nazionale "più forte di tutti i tempi"). Se volete utilizzare questa metafora, la regalo al pubblico dominio.
In secondo luogo, dobbiamo mettere vicino al centro vero un 4 compatibile e che tiri giù i rimbalzi: per me la coppia sotto può essere Gigli-Crosariol, quelli che ho visto funzionare meglio insieme. Anticipo le obiezioni: mettere Gigli da 4 implica non usare Bargnani. Già, ci ho pensato, e non ho soluzione. Io userei comunque questa coppia.
Infine, è il caso che gli esterni non perdano gli avversari, perché Crosariol ha la preoccupante tendenza ad abbassare il passaggio a livello, e su un play avversario è sempre fallo. Il 90% dei suoi falli li butta via così (ne consegue che il 90% dei suoi falli si può evitare!), e se ci esce per falli un centro spesso come lui siamo di nuovo nei guai sotto canestro.
L’attacco chiaramente dovrebbe essere redistribuito: mi sta bene che la maggior parte dei punti vengano da Belinelli, Bargnani, Basile. Sono convocati apposta. Mi sembra invece il preludio del disastro quando la maggior parte dei giochi e dei palloni se li prendono (o li danno a loro i tecnici) Belinelli, Bargnani o Basile. Per me è preoccupante avere un gioco unicamente perimetrale e centrato su due giocatori: che siano i più forti del mondo (non lo sono, comunque), sono ugualmente solo due. E due contro cinque non vai da nessuna parte. Saggezza popolare.
L’esempio, il solito, è la Spagna. Non è che a loro manchino i fenomeni (Pau Gasol, Rudy Fernandez, Calderon, Navarro…), ma andiamo a vedere i punti, che servono come indice della distribuzione del gioco: mai è successo che Gasol mettesse 30. Piuttosto, ce ne sono tre o quattro che ne mettono 15. Ovviamente il centro del gioco spagnolo resta Gasol, che è attivo su entrambi i fronti, ma come c’è qualcuno che lo aiuta in attacco (Rudy, Navarro…), c’è chi collabora in difesa (Marc Gasol, Felipe Reyes…) e anche i rimbalzi sono ben distribuiti, segno che il triangolo interno di tagliafuori funziona, grazie evidentemente al fatto che a rimbalzo riescono ad andare solo i lunghi avversari e i piccoli vengono esclusi dai pariruolo spagnoli. Altrimenti creerebbero confusione, e la confusione è nemica di un buon tagliafuori, che è un lavoro di collaborazione e coordinazione.
Vediamo oggi con la Grecia.