Il mio portatile
Da più di un mese (dal 26 giugno) il mio portatile è in riparazione. La scorsa settimana mi hanno comunicato che sono riusciti a contattare il centro assistenza, e che forse questa settimana avrei potuto tornare in possesso del mio laptop. Forse. Oggi ho telefonato per informarmi e mi hanno detto che il centro assistenza questa settimana è chiuso…
Oltre al danno, la beffa: quando la scorsa settimana ho opposto il fatto che la legge a tutela dei consumatori prevede la restituzione di un oggetto mandato in riparazione entro tempi congrui, dicendo che se mi facevano aspettare ancora avrei chiesto la sostituzione o la rescissione del contratto (possibile che l’unico modo di trattare con i venditori sia minacciarli?), il fenomeno al telefono è riuscito a rispondere che "tanto il giudice dà sei settimane". Come dire, cazzi tuoi. E lui sapeva questa cosa perché: "mi ascolti, lo so perché vendo, mi è già successo". Come dire, non è la prima volta che truffo la gente, e l’ho sempre passata liscia.
In una telefonata avevo anche detto che probabimente a fine estate mi sarei trasferito, quindi avevo bisogno del mio portatile il prima possibile. Chiesto con gentilezza. Mi hanno risposto "Eh, ma tornerà no?". E io: "Magari a Natale!". Risposta: "Verrà a ritirarlo a Natale". Ma vaffanculo.
Vi racconto la mia esperienza negativa perché possiate evitare come la peste il centro Unieuro di Novara (e se potete, tutti i centri Unieuro), perché è lì che mi tirano il bidone. Se vi chiedono un parere dite pure che sapete da persona informata (ahimè) dei fatti che non sono propriamente seri, che è decisamente meglio cercare da un’altra parte. Anzi, forse è meglio emigrare. Forse in qualche paese centroafricano dove ancora si combattono guerre civili rischi meno fregature.
Già che siamo sull’argomento, racconto la mia:
vado a Bormio a vedere il torneo Gianatti, mi casca la macchina fotografica (tradizionale, non digitale) e 2/3 dell’obiettivo s’incastrano e non escono più. Torno a casa, la porto dal tipo che mi ha venduto tutte le macchine e sviluppato i (tanti) rullini negli ultimi 10/15 anni, e gli spiego tutto. Lui la prende, mi chiede se la batteria funziona ancora, vedo che ha aperto il coperchietto della batteria per controllare, ecc. ecc.
Mi dice di tornare dopo il weekend a ritirare le foto, che lui intanto vedeva se riusciva a fare qualcosa per la macchina, altrimenti mi avrebbe dato l’indirizzo di uno bravo. Tornato a casa vedo che la batteria m’era rimasta nel sacchetto con cui ero andato al negozio; faccio 1+1 e intuisco che m’aveva preso per uno scemo che non s’era accorto che la macchina non funzionava per la mancanza della pila.
Ci rivediamo dopo il fine settimana, appena entro mi accoglie con un “Buone notizie per la macchina!” che per un momento mi fa ben sperare; in realtà un breve momento, visto che subito mi dice che ha cambiato la batteria perchè quella di prima (che avevo nel sacchetto) NON ANDAVA BENE, così io tiro fuori dalla tasca la pila incriminata e gli faccio notare che quando gli ho dato la macchina, era già uscita… Noto un rossore sul suo volto, comincia a smanettare nervosamente l’obiettivo (intanto gli avevo rispiegato il malfunzionamento, visto che la prima volta m’aveva solo preso per un babbeo a cui spillare qualche Euro), alla fine si arrende e mi dà l’indirizzo di quello bravo, non prima di avermi fatto pagare lo sviluppo delle foto e la batteria nuova (inutile).
Morale: non credo vi capiterà facilmente, ma se dovesse capitarvi non andate da Fotopiù a Nervi (GE), io su quel posto ci ho messo una bella croce sopra (giustamente: FotoPIU’ (+) / croce sopra, avrei dovuto accorgermene prima…).
Bravo Alex, bella quest’iniziativa: boicottaggio organizzato dei negozi di tutta Italia!!!
io odio sti cialtroni. la fama dei venditori nei suk (se non sai trattare ti becchi la ciulata) è niente rispetto alla fama dei venditori italiani.