8 per 3

26 12 06

Volevo cambiare layout, per le feste, qualcosa di più natalizio. Ma poi m’è passata la voglia di mettere le mani sul codice. Mi spiace, il grigio comincia a stancarmi. Prima o poi cambierò.

KobeIntanto vedo che Bryant attira l’attenzione: chi non lo vorrebbe nella sua squadra dei sogni, chi lo trova poco propenso a coinvolgere i compagni. Per me, non è così egoista come lo si dipinge: spesso la scorsa stagione è stato il primo per assist della sua squadra. Sul fatto che i compagni giochino peggio con lui in campo (perché si rilassano e sperano ci pensi lui a vincere - cosa che peraltro quest’anno sta accadendo), può anche darsi, ma non ne imputo la colpa a lui. Chi ha fatto la squadra non ha lavorato granché bene - ricorderei che le ultime squadre da titolo le aveva messe insieme un certo Jerry West, che poi è andato a Memphis, ha preso Gasol e per 3 anni di fila hanno fatto i playoffs (vabeh, uscendo sempre al primo turno, ma c’erano!). Odom per me è sopravvalutato. Walton sta crescendo, ma lo stanno facendo diventare uno specialista. Gli altri, non li nomino nemmeno. Non me li ricordo nemmeno tutti, per dire.

Una cosa però vorrei farvi notare: il cambio di numero, da 8 a 24.

Gente che sceglie numeri in modo da mandare un messaggio ce n’è sempre stata: pensiamo a Shaq che a Orlando aveva il 32 e a Los Angeles il 34. Il 32 era di Magic, nessuno può più prenderlo, ma non è solo quello il motivo: Shaq con il 34 viene dopo il 32 di Magic e il 33 di Jabbar. Il messaggio è che lui è il campione della squadra in quel momento, cronologicamente successivo a Magic + Jabbar.

Allora, Kobe che passa dal numero 8 al 24 cosa significa? Io lo interpreto in 2 modi: primo, lui è sempre stato visto come il successore di Michael Jordan. Che aveva il 23. Magari Kobe s’è stancato di ripetere che lui non è il nuovo Jordan, ma Kobe Bryant, e ha mandato il messaggio "una volta c’era il 23, ma è passato. Dopo il 23 tocca al 24. Adesso ci sono io".

Ma un altro significato nascosto potrebbe far discutere: il 24 è tre volte 8, vale a dire 3 volte il suo numero precedente. E se è possibile un riferimento ai tre titoli conquistati, io ricordo che Kobe ha passato l’infanzia in Italia, dove si suol dire "chi fa da sé fa per tre!". E Kobe fa da sé e vale almeno tre giocatori. 

Pura speculazione cabalistica, ovvio. Altre ipotesi? 

[Fonte dell’immagine: nba.com


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Modestia a parte

12 12 06

 

Quello che sto facendo adesso, è cercare la perfezione.

 
Kobe Bryant 


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Arriba

11 12 06

Il Real Madrid non ha ancora perso una partita nel proprio campionato, 12 su 12. Il Tau si conferma squadrone (e ci mancherebbe con quello che hanno speso st’estate) con 11 vinte, al secondo posto. Dietro c’è il Barcelona di Basile e Marconato? No, è decimo! Terzo è il Girona dello sfavillante Gasol bis, e quarto il Badalona dei supergiovani di Aito, Fernandez, 36 punti ieri, 39 di valutazione, e Rubio, sempre più solido, con un 13 di valutazione, ma soprattutto con 23 minuti in campo, nonostante il titolare del ruolo sia un certo Elmer Bennet che ne ha giocati 24.

Ma teniamoci forti, signori miei: al quinto posto c’è il Caja San Fernando Sevilla! Finalmente salta fuori un’annata come si deve, e senza nemmeno svenarsi come quelli davanti. Mi stupisce positivamente Femerling, che al Panathinaikos sembrava solo alto e ingombrante, e a Siviglia invece è anche in grado di giocare. Ieri sconfitta di misura (85-84) a casa del Lagun Aro (paesi Baschi, Bilbao), c’è poco di spagnolo nella squadra, l’allenatore Comas e due piccoli, Cazorla e Marco, ma alla fine dei conti penso che laggiù ci stiano facendo poco caso. Da anni, cinque o sei, il Siviglia non occupava più le posizioni buone della classifica, tracheggiando sempre al 13° posto.

Aupa! 


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Kobe 52

02 12 06

A inizio stagione aveva problemi al ginocchio. Roba che un giocatore di basket comincia a preoccuparsi, di solito. Sono proprio le articolazioni più colpite dagli infortuni, e quando capitano lì sono gravi.

Per gli altri.

Perché Kobe ha già ricominciato ai suoi ritmi: il quarantello contro i Clippers del 22 novembre, e poi i 52 contro Utah. E, come al solito, non si accontenta di fare le cose normali: sembra in serata contenibile, all’inizio. Ma tornati dagli spogliatoi, le cose cambiano. Il terzo quarto è una mazzata sul groppone dei Jazz, cifre spaventose, non sbaglia niente: e piazza i 30 punti in un solo quarto, giusto per spiegare il gioco.

Per me non ci sono avversari. Mi sembra persino banale citare quelli che di solito vengono affiancati a Kobe, o addirittura ritenuti migliori: LeBron James, Dwayne Wade o chi vi pare. Bryant è il migliore. E lui lo aveva già detto a una conferenza stampa quando, diciassettenne, entrava nella NBA: "Io sono il migliore". Semplice, pulito, chiaro. E soprattutto non è una sparata da sbruffone, ha confermato di essere molto al di sopra degli altri.

Mi viene in mente, visto che sono un secchione umanista, una citazione omerica: quando Zeus decide che per un po’ i troiani debbano avere la meglio sugli achei, le divinità favorevoli ai greci sembrano ribellarsi. Zeus risponde una cosa del genere: attacchiamo una grossa fune alla terra, e voi tutti, dei, scendete all’altro capo, e fatevi aiutare dagli umani tutti e dal peso della terra e quindi dell’universo, e io solo, Zeus, da questo capo tiro la fune. Vinco io.

[Fonte dell’immagine: NBA/Getty/Bernstein


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