Prima scelta

14 11 06

bargnani

Premetto che parlo senza aver mai visto una partita NBA di Bargnani. Ma ho visto le cifre. E premetto anche che butto giù qualcosa più che altro per rassicurare i compari che sono ancora qui, il tempo scarseggia ahimè ma non dimentico nessuno.

L’inizio del mago laggiù sulla sponda sbagliata dell’Atlantico (e se è per quello, anche del Pacifico) non è brillante come molti, abbagliati dalla cannonata mediatica della prima scelta, si aspettavano. Piuttosto critico nei confronti del romano lo sono sempre stato; bravo, per carità, ci mancherebbe. Ce l’ho pure nel FantaNBA di Yahoo (mannaggia… :D ). Ma un settepiedi che piglia una manciata di rimbalzi a partita (si contano sulla dita di una mano…), per me ha qualcosa che non va. Non gira nel verso giusto.

Sicuro che è spettacolare, lungo com’è, vederlo capace di palleggiare e tirare da fuori. Ma sarò anche antico, per me quelle cose le fa il migliore dei palleggiatori, o il migliore dei tiratori da 3. Un lungo ha il vantaggio di essere, per l’appunto, lungo: cosa caspita fa a 8 metri dal canestro? Uno spreco pazzesco.

Ok, avete ragione, è colpa del coach di Toronto che non lo usa come si deve. Non sarebbe nemmeno il primo, a essere usato male, ne ho visti mille e qui non obietto. D’altronde, lo usano come cambio di Bosh: già questo è incredibilmente squalificante per un giocatore di basket (se ti preferiscono Bosh devi proprio essere un pippone - o almeno questo è il messaggio che ti arriva, magari non lo sei ma lo diventi per mancanza di fiducia). Ma il GM è un ex-trevigiano… possibile che dopo aver pescato sto pinnolone come primo (con tutto quello che ne consegue sotto il piano economico, contrattuale!), te lo tieni in panca? Tanto valeva dare i soldi al fisco! o mangiarseli a donnine.

Forse è un problema di personalità. Fatti valere. Se sei forte viene fuori, lì ragionano in questo modo: passa sopra agli altri - la credono una gran prova di virilità. Sei uomo o bamboccio? Qualcosa di vero c’è (immerso in un vasto mare di boiate retoriche): usa i tuoi talenti. Rispondi al coach che ti sputtana sui giornali; pessimo coach uno che fa una cosa simile. Se il tuo giocatore ha qualcosa che non ti piace, glie lo dici in faccia, non sul giornale - perché oltre a essere un coach farlocco sei anche una persona di merda. Diglielo.

Di mio penso che il più forte degli italiani non sia nella NBA, e che anzi abbia mostrato un filo di personalità in più tanto per cominciare non snobbando la maglia azzurra, e in secondo luogo sparando 25 punti in faccia ai megagalattici della NBA stessa agli ultimi mondiali. 


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Vedo e rilancio

04 11 06

Ho letto la proposta GIBA per il numero di italiani nella pallacanestro italiana, come suggerito dall’ amico del campetto. E ho qualcosa da dire anche io.

Premesso che, se accettiamo il professionismo, non abbiamo nessun motivo e nessun mezzo per rifiutare che si cerchino i professionisti dove ci pare, senza alcun vincolo (quindi ci possono essere 12 americani su 12, se proprio vogliamo buttare i soldi e perdere le partite); devo dire che la proposta GIBA di tenere in campo almeno "1 giocatore con almeno 4 campionati giovanili FIP alle spalle" (cito dal loro sito) ha un paio di pecche.

Tanto per cominciare, non è detto che un giocatore che fa 4 campionati giovanili in Italia sia italiano. Sta già succedendo, molte società vanno a pescare giovanissimi argentini, per esempio, e li fanno giocare nei campionati giovanili o minori per poi "naturalizzarli". Lodevole esempio di investimento a lungo termine. Si usasse metà di questo impegno per costruire un giovane italiano, non saremmo qui a discutere.

In secondo luogo, non è nemmeno detto che qualcuno cominci a giocare a basket da giovanissimo, in tempo per fare 4 campionati giovanili. Siamo in Italia, tutti (o quasi, io no) cominciano col calcio. Mio fratello non ha fatto 4 campionati giovanili: vuol dire che non è abbastanza italiano? O che è un brocco? E ovviamente non è l’unico in questa situazione!

Quindi, per iniziare la discussione, la GIBA ha gettato il sasso nello stagno, come si dice. Qualche piccola correzione: no a questa discriminazione delle 4 giovanili. Accettiamo una maggiore libertà nei tesseramenti delle squadre professionistiche, e scambiamo questa concessione con l’obbligo di mettere in piedi delle scuole di basket, magari più società si mettano assieme se i soldi non bastano. O decidiamo che una squadra pro con libertà di roster debba però avere una squadra anche in ogni campionato giovanile. Far pesare i risultati delle giovanili su quelli della squadra in A, come propongono i GIBA? Forse; o magari, premiare (come si dice da tempo) la squadra che produce giovani (italiani in tutto) da massimo campionato, con sconti per le iscrizioni, con vincoli minimi sul giovane prodotto (tipo per almeno un anno deve giocare nella squadra che lo ha tirato su) altrimenti il gioco non vale la candela. Si possono pensare molte soluzioni.


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