12/12/1960

Fri 29th Sep, 2006, immagini

Una copertina di Sports Illustrated del 1960:
 
SI12121960 

(clicca l’immagine per ingrandirla)


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Il quizzone di basketbhall

Thu 28th Sep, 2006, varie, comunicati

Per creare più interattività, ho deciso che di quando in quando proporrò un quiz per testare il sapere dei miei lettori. Quindi, senza altri giri di parole, vi lascio al Quizzone n° 1 emoticon

Visto che ancora non ho capito come salvare i risultati e tenere una classifica, fatemi sapere in commento qui come vi è andata!

(Il primo è facile facile… emoticon)

PS: non barate! Non cercate le informazioni in rete, mettete quello che sapete! 


 

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Sono delle stelle

Tue 26th Sep, 2006, notizie

Adesso sì, sono delle stelle a tutti gli effetti.

Tra greci e latini ci sono miti che parlano della trasformazione in stelle di alcune persone: il più famoso è il cacciatore Orione, che ora è la costellazione con lo stesso nome (le tre stelle sono la sua cintura).

Da qualche tempo chiunque voglia spendere in questo modo i propri soldi può rivolgersi all’ International Star Registry e dare un nome a una stella; è quello che ha fatto la ACB per rendere omaggio ai Campioni del Mondo. Una costellazione in cui 12 stelle portano ora i nomi dei 12 giocatori di Pepu Hernandez.


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FantaNBA Yahoo

Mon 25th Sep, 2006, varie, comunicati

Con tutto che la NBA mi pare noiosa, da qualche anno faccio comunque il fantabasket di Yahoo. Anche quest’anno quindi partecipo. Avevo predraftato i giocatori non americani, per fare una squadra globale. Ecco il roster affidatomi dal caso:

Sefolosha, Ginobili, Spanoulis, Bargnani, Gasol, Garbajosa, Krstic, Brezec, Rodriguez, Turkoglu, Radmanovic, Jaric, Barbosa

Non mi è andata malissimo. Magari non ho quello che fa i 40 a partita (Kobe era il primo della lista dei mie pre-draft, e l’unico americano, in ragione del suo essere cresciuto in Italia eh, mica perché è il miglior giocatore del mondo…), ma non è detto (Gino, Pau…) e c’è equilibrio e buone speranze per i rookies (Thabo, Spanoulis, Garba, Bargnani). Gino è nella mia squadra da quando è entrato nella NBA! Quell’anno lo avevo pescato dai giocatori che non erano finiti a nessun fantamanager - questo per dire cosa possono capire gli americani di basket! Gino messo via! Pazzi. Gasol per 3 anni su 4 ha giocato per me. L’altro cavallo di ritorno è Jaric. Per il resto, un team nuovo.


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Corpo-Soggetto

Thu 21st Sep, 2006, etica dello sport

logo anno della donnaLa Fiba ha organizzato un "Anno della donna nel basket" che avrà il punto più alto in concomitanza con gli Europei femminili di Italia2007. Forse la cosa è sfuggita ai media, e se c’è qualcosa che è trattato peggio del basket è il basket femminile. Uno degli obiettivi del programma Fiba è dare maggior visibilità proprio allo parte femminile dello sport più bello, uno dei primi a coinvolgere le donne: la data di nascita della pallacanestro è l’inverno 1891, e già nel 1892 si giocavano partite femminili - piuttosto strane, se è vero che si intepretavano i ruoli come statuine, le guardie a guardia del canestro, le tiratrici in posizioni fisse a ricevere la palla e tirare.

Lo sport in genere ha escluso le donne, e solo negli ultimi cinquant’anni la strada è aperta anche per loro. Tra le "scuse" addotte, la più consumata è che le donne sono fisicamente inferiori; a questa si aggiunge spesso che le donne non hanno una natura competitiva. Lo sport, in buona sostanza, sarebbe roba da maschi sia fisicamente che caratterialmente.

Una delle proposte più serie, nel panorama femminista in etica dello sport, ma non solo dello sport, è quella di Iris Marion Young. La filosofa politica americana parte da una distinzione tra body-subject (BS - corpo-soggetto) e body-object (BO - corpo-oggetto) per avanzare la sua critica al mondo sportivo. Il BS è descritto come attivo, propositivo, creativo, mentre il BO è al contrario passivo, fragile, da proteggere. Nel mondo occidentale il BS è stato identificato con il maschio, mentre il BO con la donna.

Questa dicotomia ha portato alla reclusione delle donne per secoli: mentre i maschi fin dalla loro infanzia possono e anzi devono giocare, a qualsiasi cosa purché giochino, le femmine sono avviate all’educazione alle buone maniere, passano la vita a scegliere i vestiti e a provare gli abbinamenti con il trucco (la Barbie ha rovinato tre generazioni almeno). Alcune filosofe femministe riconoscono che non è solo colpa di una forzatura imposta dai maschi, d’altro canto basta guardare la tv oggi, o sentire quante vogliono fare la velina o la modella. Per la Young, la donna è stata considerata un corpo-oggetto; deve essere bella, apprezzabile, beneducata. 

Vi faccio un esempio: Jan Boxill, che è filosofa e allenatrice di basket a North Carolina, racconta che la cosa più difficile da fare con le sue giocatrici è convincerle che difendere non è "poco femminile"; la difesa esige gambe allargate, urlacci per chiamare i tagli e gli aiuti e così via. Le brave ragazze queste cose, secondo le loro educatrici, non le devono fare, non sta bene.

Ma fare sport ha dei vantaggi per tutti, maschi o femmine che siano; a cominciare dalla forza fisica che aumenta, all’autostima, alla sicurezza di sé. L’ingiustizia causata dalla parificazione donna=BO è proprio l’esclusione da questi benefici, che sono gender-neutral, asessuati, per così dire. 

Il marketing degli eventi è fortemente influenzato da questa visione stereotipata; basta osservare il logo disegnato per l’occasione, quello che ho meso in apertura di questo post: la silhouette della giocatrice è decisamente marcata con connotati da "bella della tv", gioca su richiami sensuali - non ha nemmeno le scarpe!. Io avrei optato per un pallone rosa, per esempio. Poco impegnativo, un po’ più "corretto". Come diceva Linus van Pelt (se c’è un profeta, è lui), non dobbiamo mica essere tutti belli come divi della tv.


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