I 12 samurai

09 08 06

Da qualche giorno l’elenco dei convocati per i mondiali in Giappone ha tutti i crismi dell’ufficialità. Chiamati a non ripetere la bella figura degli Europei ci sono:

DiBella, Basile, Belinelli, Soragna, Mordente, Pecile, Mancinelli, Garri, Gigli, Michelori, Rocca e Marconato.

La mia prima impressione è stata: ma il centro per dare il cambio a Marconato? O vogliamo spomparlo facendolo giocare 40′ a partita? Certo che Crosariol ci stava bene. Per esempio, a cosa serve Pecile? O anche Mordente. Sono un surplus (i ruoli che occupano non risentirebbero numericamente della mancanza di uno dei due) che ci farà penare nell’area colorata.

Ci ho pensato su. La mia impressione adesso è: ma il centro per dare il cambio a Marconato? 


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6 Comments »

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  1. Secondo me l’idea di dover portare 2 giocatori simili per ruolo è antiquata. Non è mica l’arca di Noè, il gioco cambia ed i centri puri dominanti ormai stanno scomparendo.
    Con questo non dico che sia un bene od un male, è un dato di fatto: si cerca di più il lungo che tira anche da 3, e se sa anche prendere posizione sotto e ha dei buoni movimenti spalle a canestro, ben venga.
    Garri, Michelori e Rocca possono dare fiato a Marconato anche se non giocano come lui; personalmente avrei preso Cittadini al posto di Michelori, ma tutto sommato i 12 di Recalcati mi sembrano giusti.
    Mordente intoccabile!!!

    Comment by Morands — 09 08 06 @ 09:56

  2. non dico fare i conti col pallottoliere, e portare 2 per ruolo (è una roba da ruota di scorta). però andare a giocare un mondiale con un centro solo mi pare azzardato. perlomeno.

    garri per me è l’unico dei tre che hai citato che può ruotare in 4 e 5. leggendo i nomi, l’impressione è che non ci sia un solo giocatore con un ruolo puro (a parte dibella). e quindi recalcati pensa come sempre di avere più combinazioni. però… gli è andata bene solo alle olimpiadi… e per miracolo, visto che rischiavamo di non arrivarci. e solo perché sono entrate tante triple.

    sull’estinzione del ruolo del centro, sono di parere diverso. chi ha l’omone che fa il centro non lo molla mai. a meno che non ne trovi uno più grosso o più bravo a fare il centro. chi invece non ce l’ha ha due soluzioni: si inventa una squadra da corsa e poi fa una motion in attacco e una zonaccia in difesa, oppure comincia a raccontare che la pallacanestro si evolve e servono lunghi capaci di uscire dall’area (e questa soluzione è fuori dalla portata della mia mente: se è lungo, perché non sta più vicino? ha il vantaggio dell’altezza! i piccoli non vanno sotto proprio perché sono piccoli! - il luogo naturale per un centro è l’area, non può uscirne o muore). è la stessa storia che la volpe si raccontava quando non riusciva a raggiungere l’uva…

    e chi ha il centro vero vince. miami ha vinto il titolo nba, e per quel che ne so shaq non aspetta la palla a 8 metri dal canestro, ma a 80 cm.

    per come la vedo io, l’evoluzione del basket nostrano andrà così: adesso tutti giocano per linee esterne, e si tirano quantità industriali di mattoni da oltre la linea. tirano cani e porci. il giorno che si deciderà, per rimediare a questo danno per il gioco (perché si perde più di metà della pallacanestro, e perché soprattutto a livello giovanile ci saranno ancora più discriminazioni tra chi ha il “coraggio” di tirare e chi no), di spostare indietro la linea, allora andremo incontro all’ultima metamorfosi prima della morte del basket e dell’uso improprio del cadavere della palla al cesto come spettacolo atletico-circense: il gioco all’americana, 1c1, che si sta già peraltro insinuando. certo l’assenza di veri centri favorisce questo (se hai l’area sgombra è più facile proporre l’isolation per chi si butta dentro): penso per esempio alle grandi squadre del passato della nba che avevano centri veri. bene, quelle squadre (i celtics di russell, i lakers di mikan, o di chamberlain, o di jabbar, e ce ne sarebbero altre) non cercavano l’1c1 se potevano appoggiare al centro dentro l’area. perché la pallacanestro vera è questa: se metti la palla vicina al canestro succede TUTTO. se la tieni lontana, niente.

    Comment by alex — 10 08 06 @ 06:04

  3. Ho avuto la fortuna di poter registrare e vedere delle partite dei vecchi Celtics e co.: forse sarà che ormai sono abituato a vedere il basket moderno, ma erano veramente inguardabili! Azioni velocissime, con quasi sempre tiri forzati. Non tiravano tutti, cani e porci, ma i “tiratori” non erano certo timidi, nè infallibili.
    Miami ha vinto il titolo con Shaq, ma quali squadre di alto livello NBA hanno un centro dominante? Dallas, Phoenix, San Antonio, non hanno un centro d’area; la stessa Detroit aveva Big Ben Wallace, uno che fuori dall’area dei 3 secondi non esce, ma in attacco vale “Ben” poco…
    Ti posso dare ragione sul valore del lungo che sta vicino al canestro in un discorso difensivo, dove là sotto un intimidatore che stoppa non può che far comodo.
    Anche a me piace di più il centro che dopo il pick “rolla” verso canestro invece di allargarsi da 3, ma comunque va ricordato che 3 è sempre più di 2.
    Per come vedo io il gioco, da playmaker, ti posso dire che succedono tante cose anche con la palla lontana da canestro!!

    Comment by Morands — 10 08 06 @ 11:43

  4. quali celtics hai registrato? quelli di cousy e russell? o quelli di bird? se parliamo dei secondi, i tiratori (1. bird, 2. “black hole” mchale e 3. danny ainge) erano giocatori con personalità MOLTO spiccata. larry bird stesso diceva che lo schema era dare palla a lui e lasciarlo tirare. mchale si è guadagnato il soprannome di “buco nero” (black hole) proprio perché mettergli palla in mano significava non vederla più, inghiottita come in un buco nero.

    a ragione, direi, visto che è il miglior 4 tecnicamente parlando mai visto nella nba. lo dice anche barkley. comunque, questi celtics qui non fanno testo (ne farebbero se stessimo discutendo del fatto che tutti si ricordano che negli anni ‘80 i lakers di magic, riley e vari altri, tra cui byron scott, james worthy e lo stesso jabbar rivitalizzato da magic giocavano il famoso show time con contropiede, tiro e velocità - e nessuno cita mai i celtics, che giocavano allo stesso modo ma a boston non c’è hollywood e finite le partite larry bird andava al pub a farsi una birra, non a spasso per sunset boulevard).

    ben wallace non mi piace. è il prototipo dello scimmione che può diventare il giocatore di basket se si va per la strada americana. ma è innegabile che anche in attacco, lungi dal non valere, occupa molto spazio e impegna uno (il suo, cioè il centro) o due difensori. non sempre è necessario fare 20 punti per aiutare la squadra a vincere.

    chiaro che le cose succedono anche a 6 o 7 metri dal canestro, ma la crisi vera della difesa la causi quando riesci a mettere la palla nel cuore dell’area. il modo più essenziale è appoggiarla al centro, che in linea di massima è grosso e forte e ha preso posizione, e non perde la palla nonostante le botte. se metti palla lì, la difesa deve chiudersi. non deve fare fallo (anche se molto spesso il centro è il peggior tiratore di liberi della squadra, quindi può essere una scelta tattica dargli una manata). la difesa chiusa significa più spazio per gli esterni, se il centro scarica. se non scarica può servire come blocco in un dai e segui o in un dai e cambia.

    e da vicino le percentuali sono più alte. si perde una ricchezza (tecnica e tattica) se il centro “vecchio stile” sparisce. se hai visto giocare sabonis sai cosa intendo.

    Comment by alex — 10 08 06 @ 13:03

  5. Erano i Celtics di Bird, ma anche altre squadre di quei tempi giocavano a quella maniera, un prendi e tira un po’ noioso da vedere… Tutto sommato meglio oggi, anche coi centri che tirano da 3 e i play che non sanno far giocare la squadra.

    Comment by Morands — 11 08 06 @ 09:51

  6. vero, molte partite noiose. ma non mi sembra che il trend sia migliorato. 82 partite all’anno + playoffs sono troppe. tanto alla fine conta la percentuale di vittorie, e gli americani fissati con i numeri sanno che per avere statistiche un minimo affidabili bisogna avere grandi numeri.

    ma in questo modo si ottiene che non ci si impegni a fondo in ogni partita, perché tanto ce ne sono parecchie e la media tornerà comunque. poi ai playoffs si deciderà tutto, le 82 partite precedenti servono solo per arrivare alla seconda fase, e basta vincerne 1 su 2. a volte anche meno.

    è proprio lo stile americano che rende tutto noioso. per quello io guardo piuttosto le partite greche o quelle slave

    Comment by alex — 11 08 06 @ 12:02

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