Fu vera gloria?
Che cosa è la grandezza di un giocatore (o anche di un allenatore, se è per quello)?
Quanti hanno provato a definire questo concetto? Contiamoli a manciate che facciamo prima. A tutti coloro ("Il mondo è pieno di colui", diceva Sally Brown a suo fratello Charlie) mi voglio aggiungere.
Molti dicono che un giocatore è "un grande" quando piazza 81 punti in una partita (quando non 100), o quando salta la Tour Eiffel messa in lunetta per vincere la gara delle schiacciate. Non sono della stessa opinione. Spettacolo questo sì. Non metto in dubbio le capacità di Bryant (gli 81 punti), anzi per me è il migliore su piazza. Metto in dubbio magari la tecnica di un superman qualsiasi, buono solo a saltare la Tour Eiffel. Ma non i mezzi fisici, non me lo permetterei. Ribadisco che però per me il basket è uno sport di intelligenza prima che di fisico.
E allora come definisco la grandezza? Sta come sinonimo di semplicità. Di essenzialità. Il vero grande non è tanto quello che fa sembrare facili le cose difficili; è quello che le cose difficili non le fa. Ha capito quali sono le vie migliori e le sceglie. Pulizia del movimento, lampi di visione, tattica.
Parere che eliminerebbe molti presunti grandi dalla lista, invero.
