Peterson e il 2009
Come sempre, Dan Peterson ha ragione. Questa volta parlando delle difficoltà che incontreranno le squadre italiane dal 2009, data in cui la ULEB imporrà per le squadre da Eurolega un palazzetto da almeno 10mila posti.
In Italia la media di posti sembra essere attorno ai 5mila, la metà. E nemmeno da troppo tempo, si fanno più ristrutturazioni che palazzi nuovi. Ancora non abbiamo la tecnologia da Star Trek necessaria a moltiplicare lo spazio, che per noi poveri umani è limitato, per farci stare più seggiolini. Dove ce ne stanno 3, non possiamo farcene stare 5 o 6. Ce ne stanno 3.
Il paragone che fa il coach è con la Spagna. Chi non è nuovo da queste parti sa che per me quello è il campionato migliore che abbiamo in Europa. E per mille motivi e forse qualcuno di più. Per esempio, hanno 9 palazzetti oltre i 7500 posti. E hanno palazzetti molto più grandi (Madrid al Vistalegre ne fa sedere 15mila…). Quelli piccoli fanno 5mila. Esempio il Manresa ha 5mila posti a disposizione. Ma Manresa non ha bisogno di molto di più, visto che è in concorrenza diretta con Barcellona, Girona e Badalona, tutte raggruppate nella stessa regione e nel massimo campionato, con Barcellona a farla da padrona. Come se in Piemonte ci fossero in serieA Torino, Biella, Novara e Casale assieme.
Manca un dato: in Spagna i palazzetti li riempiono. Peterson previene l’obiezione (”qui non li riempiamo”) sostenendo che se ci fossero i posti la gente arriverebbe. Ho i miei dubbi. In primo luogo i prezzi. In Spagna si paga la metà almeno. La stessa cosa che dice Scariolo. In secondo luogo, la pubblicità: in Italia non se ne vede, non se ne fa. Infine, la cultura sportiva: sebbene gli spagnoli abbiano la corrida (manifestazione di crudeltà e ignoranza e stupidità - proprio il contrario della cultura), alla fine riescono a seguire tutti gli sports e non solo uno (il calcio…).
Se un tempo venivano loro a copiare qui, perché adesso a nessuno viene in mente di andare a copiare là?