Serpente a sonagli
Velenoso come un serpente a sonagli, la definizione che Messina dava di Obradovic, per la sua abilità e il suo intuito. Mai sottovalutare una squadra allenata da Obradovic, mai sottovalutare Obradovic. Capace di sorprese inimmaginabili, velenose.

[Fonte dell’immagine: Euroleague.net]
Ossia l’attuale coach del Panathinaikos - è lì dal 1999, ex di Treviso, Badalona, Real Madrid, Partizan Belgrado.
Ne parla Dream Team, il periodico, in un articolo dedicato agli allenatori europei, ma non è che dica molto; riporta il giudizio di Messina e il fatto che ha vinto 5 volte (come nessun altro) l’Eurolega. Le ultime due con lo stesso Pana, 2000 e 2002.
Ma chi è davvero coach Obradovic? Per quanto poco ne potremo sapere, proviamo a mettere insieme qualche dato, per informarci meglio sul coach di Cacak (ma si legge approssimativamente “Ciaciak”).
Quindi, iniziamo col dire che Zelimir Obradovic nasce a Cacak il 9 Marzo 1960. Ovviamente gioca a pallacanestro. Per farla breve, diciamo che tra ‘80 e ‘86 gioca con la squadra di casa (dopo averci fatto le giovanili), poi passa al Partizan Belgrado dove termina la carriera nel 1991.
Da giocatore è anche nazionale jugoslavo, con l’argento alle Olimpiadi del 1988 e l’oro ai Mondiali del 1990.
Poi si ferma in panchina, con il Partizan stesso. Sorpresa? Vince subito l’Eurolega! Infatti la stagione 1991/92 termina con il primo trionfo del giovane allenatore, che ha in squadra un certo Predrag Danilovic (MVP alla fine del torneo) e un certo Aleksander Djordjevic e persino Rebraca. Sconfigge in finale lo Joventut di Badalona di Lolo Sainz, 71-70.
Mica solo quella però: al primo anno da head coach centra un grande slam comprendente campionato jugoslavo, coppa jugoslava e la stessa Eurolega. Insomma il suo cammino sembra nascere sotto la migliore delle stelle.
Sono comunque gli anni in cui le squadre di livello jugoslave giocano all’estero, perché in patria c’è la guerra; il Partizan viene ospitato dal Fuenlabrada, e ha l’appoggio dei tifosi spagnoli fino alla finale.
Poi Obradovic allena due squadre spagnole, guidando prima il Badalona nel 1994 fino alla vittoria dell’Eurolega (la seconda di Obradovic, a soli 34 anni…) e poi l’anno seguente il Real Madrid di Arvydas Sabonis. 1995, ancora un’Eurolega (e così fanno 3 a 35 anni). Nel 1997, sempre con Madrid, vince anche la Coppa Saporta.
Intanto, nel 1996 è coach della nazionale serba che conquista l’argento alle Olimpiadi di Atlanta. Nel 1995 era assistente di Ivkovic, con la nazionale che va all’oro agli Europei di Atene.
Dopo la Spagna si riavvicina ai Balcani passando da Treviso. Il successo è relativo: Supercoppa Italiana nel 1997 e Saporta nella stagione 1998/99. Forse è il periodo meno vittorioso della sua traiettoria professionale, ma arriva comunque alle finali sconfitto 3-0 dalla Varese della stella nel 98/99. E se quando va male arrivi alle finali…
Nel 1998, per non perdere l’abitudine, vince l’oro ai Mondiali greci - non perde l’abitudine perché nel 1997 ha vinto l’oro agli europei di Barcellona.
Giunge l’ora di cambiare aria, arriva l’offerta del Panathinaikos, e dal 1999, come abbiamo detto, non si è più mosso da Atene. Il motivo è che si trova bene e vince.
Se c’è qualcosa che ci distingue dagli altri, è il nostro adattamento in qualsiasi squadra andiamo. Personalmente, ho lavorato in Yugoslavia, Spagna, Italia ed ora in Grecia, senza cambiare nulla nella mia vita.
Dice coach Obradovic, cercando di spiegare il successo degli allenatori slavi. Mi sorge il dubbio che “adattarsi” sia un po’ all’opposto di “non ho cambiato nulla della mia vita”, ma forse è lo stile dell’adattamento serbo!
Stagione ‘99/2000: titolo nazionale greco con il Panathinaikos, Eurolega (e sono 4, Bozo Maljkovic si ferma qui) con i campioni greci e bronzo agli Europei in cui noi italiani finiamo oro, a Parigi.
I titoli nazionali si ripetono, ne ha vinti 5 in Grecia fallendo solo nella stagione 2001/02. Scommettere sul Pana al titolo greco è un po’ come scommetere su Fonzie che fa partire il juke-box senza monetina - non è una scommessa richiosa. Nel 2003 e nel 2005 aggiunge anche la Coppa nazionale.
Intanto tra 2000 e ‘04 si allontana dalla Nazionale, ma ci torna proprio nel momento peggiore - fino alla figuraccia recente degli Europei di Belgrado, dopo i quali ha dato le dimissioni incazzatissimo.
L’articolo di Dream Team che mi ha invogliato a parlare di Obradovic dice che il lato negativo di questo coach è proprio scaricare le colpe delle sconfitte sui giocatori. Mi è sembrato strano, ho fatto un attimo mente locale e poi mi sono documentato - quest’uomo non è che abbia subito tante sconfitte, non è che si può estrapolare uno schema comportamentale dai pochissimi dati. Se ha dato colpa ai giocatori, direi che aveva ragione, perché non è un perdente, la sua storia parla di vittorie ovunque e di ottima gestione di grandi giocatori (di solito i più difficili).
Nel 2002 vince la sua quinta Eurolega - dove nessuno era mai arrivato. La scorsa stagione era alle Final Four, a riprova che dove c’è la competizione di alto livello c’è anche lui.
Chiusura dell’articolo: Obradovic ha quasi 46 anni. Giovane. Ha nel suo palmarés in totale 21 titoli!. Dobbiamo forse pensare che sia il miglior coach in circolazione?
Da quello che dici, direi di si’.