Panathinaikos
La scorsa stagione a livello internazionale ci aveva proposto un CSKA inarrestabile. Sui giornali e nei fora (plurale corretto di forum, che è una parola latina) non si leggeva d’altro. Vinceva tutte le partite, e tutti ne parlavano.
Quest’anno, il Panathinaikos ha vinto 6 gare su 7 in Eurolega, nel gruppo più competitivo (il C, con lo stesso CSKA, il Malaga e il Real Madrid). E viaggia imbattuto nel suo campionato nazionale (8-0), avendo subito le importanti defezioni per infortunio di Femerling e Alvertis.
La cosa veramente impressionante, però, è che i dati mostrano una squadra che non gioca “alla greca”, cioè tenendo basso (40/60 punti) il punteggio e costringendo a sputare sangue per fare un canestro.
Il Panathinaikos nel suo campionato viaggia con una differenza canestri di +119, segna 696 punti e ne subisce 577. Primo attacco e terza difesa. In pratica segna 87 punti di media, subendone 72.
E in Eurolega segna 585 punti con un differenziale a favore di +77 (secondo solo al CSKA, che però segna meno, “solo” 542 punti); il che vuol dire che di media segna 83 punti e rotti, subendone… 72 e rotti!
Che costanza! La squadra gira come un orologio, non sgarra!
Una regolarità del genere non è un caso: la squadra è costruita molto bene e allenata molto bene (e Obradovic ha già vinto l’Eurolega 5 volte…).
E allora, perché non c’è per il P.A.O. lo stesso fervore che c’era l’anno scorso per il CSKA? Forse è meglio, magari porta jella visto che il CSKA non ha vinto la “sua” Eurolega…
p.s.: consigliatissimo (...) l’inno originale di John Vogiatzis, fischiettato e allegro come una marcetta di pastori che portano al pascolo le greggi, su una mulattiera greca in una bella giornata, e mangiano fichi.