Hoosiers
Per la modica cifra di 2 euro ho acquistato il dvd di Hoosiers, che in Italia cambia titolo e diventa (sciaguratamente) Colpo Vincente.
Hoosiers narra le vicende della squadra della high school di Hickory, Indiana, gli Hickory Huskers: l’anno è il 1952.
La storia vera? La squadra è Milan High School, conta davvero su pochissimi effettivi, in tutta la scuola ci sono circa 70 alunni maschi, per la precisione 73 (ma ben 58 fanno i provini per entrare nella squadra). E arrivano al titolo di Stato. Nell’ Indiana, dove si mangia pane e basket. L’anno è il 1954.
Un botto di quelli che si ricordano, che entrano nella storia dello sport. Il record finale della stagione fu 28 vinte e 2 perse. Tra gli avversari piegati dai ragazzi di MHS c’è anche Oscar Robertson, che studiava a Crispus Attucks HS.
Finalissima per il titolo contro Muncie HS, superpotenza dello Stato del basket (nel film, si gioca contro South Bend Central HS), e si arriva all’ultimo secondo sul 30 pari. Bobby Plump si incarica dell’ultimo tiro, e lo mette a segno per il 32-30 della vittoria.
In verità, sul 30 pari mancava ancora parecchio alla fine del match, ma ancora non c’erano nel regolamento limitazioni di tempo, così Plump tenne il pallone in mano, fermo, per quattro minuti e 13 secondi prima di sparare un tiro che non arriva al bersaglio!
Ma la squadra difese forte, recuperò palla e la rimise in mano al proprio tiratore Plump per segnare l’ultimo tiro: anche questa volta prima di tirare lasciò ticchettare il cronometro da 1:18 fino a 0:18, un minuto con palla di nuovo ferma.
Non è stato un evento miracoloso, un saltare su dal nulla; Marvin Wood, il coach (nel film interpretato da Gene Hackman, con il nome fittizio di Norman Dale), già dalla stagione precedente aveva creato un programma di pallacanestro che aveva portato la piccola scuola alle semifinali (perse contro South Bend Central HS!).
Coach Wood davvero non era ben visto dalla comunità, perché cambiava parecchie abitudini (davvero, come nel film, fa gli allenamenti a porte chiuse) e sostituisce un coach molto amato (Herman Grinstead, licenziato perché aveva ordinato nuove uniformi nonostante gli fosse stato proibito dal sovrintendente; nel film invece il precedente coach è morto, e per questo motivo la stella non gioca per la prima parte della stagione, visto che gli era molto legato). Quando guidò MHS al titolo aveva 26 anni.
Una differenza sostanziale è negli atteggiamenti del coach: mentre nel film si vede un Hackman/Dale sempre in camicia e cravatta, che insegna quasi dalla cattedra, il vero coach, Wood, si presentava in palestra in tuta e scarpe da ginnastica, pronto a giocare con la squadra per insegnare “da dentro” come fare le cose che chiedeva. Certo se consideriamo che Wood era un ventiseienne mentre Hackman/Dale è un uomo di mezza età… più verso i 40 che i 30…
Come mai Hickory, paese che in Indiana non esiste? Ho una teoria: Larry Bird si definiva “the hick from French Lick”, traducibile con “il contadinotto di French Lick”. E Larry Bird è il modello di ciò che l’Indiana produce nel basket.
Curiosità: cosa vuol dire “hoosier“? Per indicare gli abitanti dell’ Indiana la prima occorrenza del termine risale al 1826, a indicare un uomo di frontiera, piuttosto rustico.
A parte la semplice corruzione della parola hussar (ussaro), riferita a un nobile polacco che dopo aver combattuto le guerre napoleoniche aveva scelto di stabilirsi nel nord dell’ Indiana, ci sono alcune alternative.
Sembra che derivi dal dialetto di Cumberland, antica zona del nord ovest inglese, dove si ritrova la parola hoozer per identificare qualsiasi cosa grande oltre il comune. Oppure la radice hoo riporta a hill, collina.
Una diversa interpretazione risale proprio ai tempi della frontiera, quando tra le abitazioni c’erano spazi enormi e non sapevi mai chi era il viandante che si avvicinava a casa tua. Quindi era invalsa l’abitudine prima di sparare e poi di chiedere i documenti. Per evitare di finire impiombati, i viandanti gridavano già da lontano “Hello the cabin!“, una cosa tipo “Ehi della casa!”, e se c’era qualcuno rispondeva il classico “Chivalà!”, in americano “Who’s yer?” (slangheggiante per Whos’ there?).
Una possibilità diversa la riporta il poeta James Whitcomb Riley (1849-1916), scherzosamente riferendosi alla fama di grandi rissosi degli abitanti dell’ Indiana. Tanto rissosi da azzannare gli avversari alle orecchie (tipo Tyson), e questa pratica aveva fatto diventare abituale la domanda “Whose ear?“, cioè “Di chi è questo orecchio?“.